Uno ‘splendente’ Corso Campano grazie a commercianti ed artigiani Nel resto della città domina il buio

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La puntualizzazione di commercianti ed artigiani di Corso Campano circa le luci natalizie installate a loro spese dinanzi ai propri negozi, in collaborazione col Comune di Venafro ed altri, offre lo spunto per opportuni approfondimenti. In effetti non viene meno la validità del precedente articolo sull’assenza di luci natalizie e dell’atmosfera festiva sulle altre strade, piazze, quartieri e rioni antichi e moderni della città.
Al contrario, ne ribadisce la sostanza. L’intento del cronista era di sottolineare la concentrazione di addobbi natalizi -che ora si apprende installati da privati, evidentemente per propri interessi- esclusivamente in un posto e non altrove, col risultato di scontentare tant’altri. I quali, per l’appunto, hanno rappresentato la cosa al cronista perché facesse cronaca. Si dirà: il Comune non aveva fondi, per cui non ha potuto installare alcuna luminaria in alcun posto della città. Già, ma l’ente ha collaborato – lo scrivono espressamente artigiani e commercianti del corso- con tali categorie perché si accendessero le lucette natalizie sul corso. Ed allora? Non trattasi pur sempre di un intervento assai parziale del Comune, che ha trascurato tant’altri ? E’ quanto continuano a ritenere gli abitanti del centro storico, dal Colle a San Francesco, da Porta Nova al Mercato ect., rioni belli ma desolati, dei quartieri di periferia come la Starza, la Falca e quello popolare di via Flacco, delle strade di maggior traffico come la Colonia Giulia e via Campania, nonché gli abitanti delle zone residenziali di pianura, tra cui le diverse centinaia di famiglie della parrocchia dei SS. Martino e Nicola, e delle aree prossime alla Basilica del S. Patrono. Ossia il 99% della città, ancora una volta dimenticato dall’ente locale in fatto di addobbi natalizi. Dal che, appunto, la (condivisa) contrarietà di tanta parte della popolazione venafrana
messaggio dal portale
aaaaaaaah cronista cronista , tu addo’ vir a eddo’ ciec ,datti all’ippica che fai chiu bella figura