Debiti comunali, dal 2012 inevitabile l’aumento delle tasse

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Il prossimo 16 dicembre passerà la variazione di bilancio, senza pericoli per la maggioranza Cotugno, ma le finanze dell’Ente sono piene di criticità. E si prevede per il prossimo anno, un aumento generale di tutte le tasse comunali, con un vero e proprio salasso per i cittadini. Questa volta il primo cittadino sarà costretto a mettere le mani nelle tasche dei venafrani e venire così meno a un suo slogan elettorale:” non metterò mai le mani nelle tasche dei cittadini – . ” A s ent i r e qua l che amministratore di maggioranza, le colpe sarebbero anche dell’opposizione, anzi di una parte dell’opposizione. Di cosa si tratta? E’ presto detto. Il gruppo di Città Nuova in tutti i bilanci passati in questi ultimi anni, ha sempre parlato di bilanci falsi, di conti non a posto per il comune a causa soprattutto del debito milionario dell’acqua, a causa della gestione fallimentare della ex Neptun e un debito accertato con Molise Acque di oltre 3 milioni di euro. Fu fatta una rateizzazione ventennale, ma la Corte dei Conti, a quanto pare, avrebbe bocciato tale rateizzazione, rimettendo la palla al centro. Il debito dovrà essere recuperato in non più di tre esercizi finanziari. I n s omma , u n a s o l u z i o n e sbandierata ai quattro venti, come una sorta di conquista storica, cancellata con un colpo di spugna dai giudici contabili di Campobasso, con ripercussioni gravissime sulla tenuta dei conti del comune e l’aumento delle tasse. Non bastavano dunque i tagli del governo nazionale. E c’è da scommettere che al prossimo consiglio, quello fissato per la mattinata del 16 dicembre, questo argomento, occuperà decisamente la scena in un contesto, di forte contrapposizione tra maggioranza e il gruppo di Città Nuova. Del resto a buttare benzina sul fuoco ci ha pensato nei giorni scorsi il pre sidente del consiglio Nico Palumbo che in una intervista al giornale on line “Molise 24”, si è lasciato andare a una dura critica nei confronti dei consiglier i comuna l i c i t t anovi s t i Antonio Sorbo e Carlo Potena