ANTONIO GIORDANO

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Antonio Gìordano, detto Antonio da Venafro, nacque nel 1459 e si trasferì a Siena dove si laureò in entrambi i diritti. Nel 1488 divenne giudice di appello e docente della stessa Università. Collaboratore di Panldofo Petrucci fu da lui nominato consigliere della città e primo ministro divenendo uno statista di tale levatura da essere apprezzato da uomini come Guicciardini, Vettori e Machiavelli.

Nel 1516 si ritornò a Venafro, rimanendovi fino al 1519 come governatore e vicario del conte Enrico Pandone.

Trasferitosi a Napoli, come membro del Consiglio Collaterale partecipò, nel 1525, ad una missione presso Clemente VII. Insegnò diritto civile e morì nel 1530.

Nella chiesa dei SS. Severino e Sossio ancora è situata la sua tomba.

AMICO SANTABARBARA

 

Amico Santabarbarbara, detto “da Venafro”, abbracciò la carriera militare, come allievo del celebre condottiero Giovanni de Medici, detto delle Bande Nere, distinguendosi per capacità e coraggio. Al servizio della Repubblica fiorentina e nel 1529, quando Firenze fu assediata dall’esercito imperiale di Carlo V, il nostro fu uno dei quattro colonnelli che, sotto il comando di Malatesta Baglioni, tenevano la disperata difesa della città fiorentina.

Nell’assedio, al fianco del figlio Lucio, riportò una ferita al braccio e solo e disarmato presso la chiesa di S. Francesco che fu ucciso a tradimento con ventisette ferite.

Era il 5 maggio 1530.

ENZO GUARINI

 

Enzo Guarini nacque a Venafro nel1932.

Cantante, poeta, attore di teatro, cinema e cabaret ha collaborato addirittura con Totò, che tanto lo ammirava sia come cantante che come paroliere.

Autore di importanti spettacoli radiofonici e di cabaret, ha scritto canzoni che hanno primeggiato nelle hit parade.

GIOVANNI DE AMICIS

 

Giovanni de Amicis, nacque Venafro nel 1463.

Dottore in legge a Napoli nel 1484, dal 1522 insegnò diritto civile nella facoltà di Giurisprudenza di quella Università. Gli Eletti della città di Napoli gli conferirono la cittadinanza onoraria. Nel 1524 pubblicò Consilia omnibus tam in Foro quam in Scolis versantibus. Una raccolta delle massime giurisprudenziali e dottrinarie dei maggiori legisti del tempo che destò molto interesse.

Visse gli ultimi anni della sua a Venafro dove fu sepolto nella cappella di famiglia della chiesa di S. Francesco, per poi essere collocato nella sagrestia.

LEOPOLDO PILLA

 

Nacque a Venafro il 20 ottobre 1805 dal medico e naturalista Nicola Pilla.A soli quattordici anni era a Napoli a seguire i corsi di Chimica e Fisica e nel 1829 si laureò prima in medicina e poi in chirurgia. Nel 1837 insieme ad altri scienziati andò in Germania come ricercatore del governo borbonico.

Dopo alcune pubblicazioni aprì a Napoli una scuola di geologia e divenne lettore nell’Accademia Pontaniana.

Nel 1841 ebbe la cattedra di Geologia e Mineralogia a Pisa, dove pubblicò numerose opere. Nel 1848, in occasione della guerra contro l’Austria, si arruolò volontario nel Battaglione Universitario toscano per poi morire nella battaglia di Curtatone, il 29 maggio.

LUCIO SANTABARBARA

 

Figlio del celebre Amico da Venafro, ne seguì le orme e a sedici anni si trovò a combattere al suo fianco a Firenze nel 1530, raggiungendo il grado di capitano.

Negli anni di pausa dalle battaglie, visse a Venafro, dove partecipò alla vita pubblica locale rivestendo più volte la carica di sindaco.

Il 4 luglio del 1550 nella chiesa dell’Annunziata a 36 anni fu aggredito da Massenzio Valletta e Francesco di mastro Rosato.

Le ferite riportate gli procurarono la morte.

NICANDRO, MARCIANO E DARIA

 

Agli inizi del IV secolo d.C., verso la conclusione della persecuzione Diocleziana contro i cristiani, Nicandro, ufficiale dell’esercito romano, si convertì al cristianesimo e preferì il martirio al rinnegamento della sua nuova fede.

Fu decapitato e sepolto nel cimitero militare romano, insieme con il fratello Marciano e la moglie Daria.

Ciò, secondo il martirologio romano, avvenne a Venafro il 17 giugno.

Nel 1933 sotto l’altare della Basilica di San Nicandro fu rinvenuto il sarcofago del Santo.

Ogni anno, il 16, 17 e 18 giugno, vengono festeggiati rispettivamente San Marciano, San Nicandro e Santa Daria.

Inspiegabilmente la “Santa Mannaâ€, un liquido non ancora identificato dalla scienza, sgorga dal sepolcro raccogliendosi al suo ridosso. Ad essa vengono attribuiti effetti miracolosi.

Il 18 con la processione si vivono i momenti più intensi dei festeggiamenti.

Migliaia di fedeli percorrono le vie storiche della città, con i testa il busto argenteo di San Nicandro e i resti di Santa Daria, portati a spalla da coloro che, prima della partenza, si sono aggiudicati la relativa asta denominata “ammessaâ€.

La processione parte dal Convento di San Nicandro in prima serata e termina intorno alla mezzanotte nella Piazza del Castello Pandone con il canto dell’Inno Popolare di San Nicandro.

NICANDRO IOSSO

 

Nicandro Iosso nacque a Venafro nel XVI secolo.

Conseguito il dottorato in “medicina fisica” nel 1584, nel 1590 si accollò personalmente, in quanto sindaco, un debito di 500 ducati per apportare alla Città quelle modifiche ormai necessarie al benessere dei suoi abitanti.

Divenne famoso grazie alla pubblicazione dell’ opera aristotelica “Opuscula de voluptate et dolore, de risu et fletu, de somno et vigilia†che, secondo alcuni autorevoli studiosi, anticipò, addirittura, la concezione di Cartesio delle facoltà sensoriali.

PADRE PIO

 

Nel 1911 Padre Pio fu ospitato nel convento di Venafro, per superare un momento di particolare sofferenza dovuto a tentazioni diaboliche. La cameretta occupata da P. Pio è la terza del secondo piano, partendo dalla chiesa. La celletta, testimone dei fatti “misteriosi”, è stata trasformata in un luogo di preghiera e benedetta dal vescovo di Isernia- Venafro nel 1976.

Maurizio Santilli

 

Maurizio Santilli nasce a Venafro nel ’64 ed inizia la sua carriera artistica come imitatore nel 1983, partecipando a Tandem, su Rai 2.

Con Enzo Guarini fonda un duo comico, I Guarilli, producendo numerosi spettacoli di cabaret e nel 1988 debutta in teatro con Carlo Croccolo.

Testimonia di vari spot pubblicitari, continua a fare teatro, cabaret e anche cinema e fiction.

Linda e il Brigadiere, Il mastino e Sei forte maestro sono solo alcune delle fiction alle quali partecipa.

Dio c’è, …E adesso sesso, il partigiano Jhonny, sono, invece, i film di maggiore successo.

SILVANO DA VENAFRO

Silvano da Venafro nel commento alle Rime del Petrarca pubblicate a Napoli Nel 1533, volle illustrare quelle parti dell’opra che la gran parte dei lettori avevano trascurato per una erronea interpretazione.

TOMMASO ROCCA

Tommaso Rocca visse nella seconda metà del secolo XVI. Membro di una famiglia della borghese possidente venafrana, frequentò il corso di medicina fisica a Napoli, dove avendo conseguito il dottorato, rimase ad esercitare con importanti risultati. Nel 1507 grazie ad una segnalazione del Cappellano Maggiore Don Pietro Roderigo, ricevette dal viceré Don Giovanni d’Aragona l’insegnamento di Teorica della medicina, che ricoprì fino alla sua morte, nel 1509.

TOTO’
Il grande Totò fu il protagonista insieme a Fernandelle de “La Legge è Legge†per la regia di Christian Jacque.

Il film, anche se ambientato in un paesino di frontiera in provincia di Cuneo, fu girato a Venafro alla fine degli anni 50 e, oltre a documentare la città com’era all’epoca, registra la partecipazione di numerose comparse venafrane.

Ancora oggi molti ricordano come Totò, nonostante la stanchezza, regalava timidamente le lire alle persone che incontrava per strada.

 

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