VENAFRO. Non solo le Province nel mirino del Governo Monti. Anche la Sanità sta per subire ingenti tagli e le Regioni sottoposte ai piani di rientro, come il Molise, saranno le prime ad essere soggette alla ‘cura dimagrante’. Ed ecco che – come segnalato anche dalle pagine de Il Fatto Quotidiano – sono 11mila le strutture destinate a chiudere i battenti entro il 31 dicembre di quest’anno. Si dovrebbe trattare dei reparti ospedalieri, piccoli o complessi, dei consultori, dei centri di salute mentale, dei Sert per il trattamento delle tossicodipendenze e altro ancora. Il provvedimento sarebbe stato inserito in un documento elaborato lo scorso marzo dai ministeri della Salute ed Economia e dalle Regioni per il contenimento dei costi. E potrebbe definitivamente segnare le sorti del Santissimo Rosario. Il nosocomio venafrano, infatti, ha già scontato il prezzo del dimensionamento attuato su scala regionale, diventando di fatto una residenza sanitaria assistita, con la privazione di importanti Reparti, tra cui il Pronto Soccorso. Nell’atto aziendale dell’Asrem risulta sprovvisto di qualsiasi Unità Operativa e quasi completamente accorpato al “Veneziale” di Isernia. Ma se la popolazione locale, le associazioni del territorio, come il Comitato Pro Santissimo Rosario già promotore di un ricorso al Tar, e alcuni politici, fino ad oggi, hanno sperato di ribaltare la situazione, la determinazione del Governo nel procedere ai tagli, se trovasse pronta attuazione, potrebbe far tramontare anche i migliori auspici. E neanche i dati circa la mobilità attiva registrata potreb bero far pensare ad un dietro front. In ogni caso, nel territorio italiano le strutture sanitarie complesse, previste dagli atti aziendali o da altri provvedimenti regionali e aziendali e riportate nel documento ministero- regioni, sono 6.738 e le strutture semplici 15.793. Secondo i nuovi parametri, dovrebbero diventare 4.917 le complesse e 6.441 le semplici. Il che significa che si dovrebbero eliminare nel territorio 1.821 strutture complesse e 9.352 strutture semplici. Una situazione che – segnala la Cgil – potrebbe tradursi nella riduzione dei servizi per i cittadini. Un atto che andrebbe a ‘cozzare’ con il proposito, sbandierato da Ministero e Regioni, di potenziare l’assistenza sul territorio, limitando l’afflusso in ospedale. Infine, i tagli sfoltiranno di gran lunga il numero dei primari.
Fonte : http://ilnuovomolise.it/37631/tagli-sanita-ospedale-venafro-ancora-piu-a-rischio

Ci sono (1) commenti
Antonio
| #
La paventata cgiusura dell’ospedale di venafro è solo il risultato di una politica regionale poco attenta ad utilizzare le risosrse esistente ed a fare in modo di costruire un nuovo ospedale per spendere alcune centinaia di milioni dove le “cricche” potranno abboffarsi…….alla faccia del risparmio.
Avere soffocato l’ospedale di isernia, di per sè sismicamente meno idoneo di quello di venafro, è la chiave della mia lettura. Infatti, sarebbe stato meno dispendioso per le casse nazionali attrezzare in maniera complementare i due ospedali in modo da rendere massima l’efficienza e l’utilità resa alle popolazioni ed alle casse regionali. Invece, mi sembra cecità assoluta, aumento dei costi dei disservizi e degli inquinamenti ambientali…pur di riuscire prima o poi a farsi finanziare un nuove ospedale, ho letto in passato verso Macchia di isernia, da cui i soliti vitellini potranno continuare a mungere a sbafo.
Rispondi al commento