bombardamento venafro

Settantesimo anniversario del bombardamento di Venafro: in una nota al sindaco Sorbo, Petraroia ripercorre gli eventi storici di quel periodo

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La Città di Venafro ricorda oggi il tragico bombardamento del 15 marzo 1944 che causò vittime civili immolate sull’altare della strategia militare alleata tesa a fare terra bruciata a ridosso della Linea Gustav per indebolire le forze armate tedesche ed accelerarne la ritirata.

Il Molise pagò un tributo di sangue altissimo con centinaia di civili che rimasero sotto le macerie prima ad Isernia il 10 settembre 1943 e poi a Venafro. Quelle vittime meritano di essere ricordate per riscrivere eventi bellici senza limitarsi a menzionare in modo acritico l’avanzata delle truppe alleate. Più in generale, la Città di Venafro ed i Comuni della Valle del Volturno hanno il dovere di rimarcare al cospetto dell’Italia che le prime pagine della Guerra di Liberazione e della Resistenza antifascista sono state scritte in Molise con il sangue dei martiri di Fornelli, di Giaime Pintor, degli Alpini che il 31 marzo sfondarono la Linea Gustav a Monte Marrone e dei tanti civili che caddero tra l’Ottobre del 1943 ed il Maggio 1944.

L’Assessorato regionale all’Istruzione ha inteso patrocinare l’evento teso a trasmettere ai giovani quelle conoscenze storiche che sono a fondamento della Repubblica Italiana a partire dall’appello, accorato ed orgoglioso, del generale Umberto UTILI “Ragazzi, in piedi…”, rivolto ai militari sbandati dopo l’8 settembre. Fu lui a ricostituire in Molise, insieme al generale Dapino, il nuovo Esercito Italiano con il 1^ Raggruppamento motorizzato che il 13 ottobre 1943 entrò in guerra contro la Germania.

E sempre a Venafro e nella Valle del Volturno quel nucleo di alpini, fanti e artiglieri italiani, diedero vita prima al Battaglione “Piemonte” e poi al C.I.L.,Corpo Italiano di Liberazione, che concluse la sua missione il 25 aprile 1945 a Milano.

Sul nostro territorio è stata scritta una pagina di storia nazionale di raro spessore e per mesi Venafro ed il Molise furono il cuore dei combattimenti della Seconda guerra mondiale in Italia, ospitando il generale De Gaulle, il ministro della Guerra inglese, il generale Alexander ed i protagonisti di quel nuovo Esercito Italiano che seppero “rialzarsi in piedi”, raccogliendo il grido d’orgoglio del generale Umberto Utili e risollevando dalla polvere la nostra bandiera.

Celebrare questa pagina di storia nazionale è doveroso ed è sicuramente apprezzabile farlo a partire dagli ultimi, da quei civili innocenti e dimenticati che caddero vittime di bombardamenti strategici, rovinosi ed ingiusti».
L’assessore
Michele Petraroia

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