NICANDRO, MARCIANO E DARIA

Agli inizi del IV secolo d.C., verso la conclusione della persecuzione Diocleziana contro i cristiani, Nicandro, ufficiale dell’esercito romano, si convertì al cristianesimo e preferì il martirio al rinnegamento della sua nuova fede.

Fu decapitato e sepolto nel cimitero militare romano, insieme con il fratello Marciano e la moglie Daria.

Ciò, secondo il martirologio romano, avvenne a Venafro il 17 giugno.

Nel 1933 sotto l’altare della Basilica di San Nicandro fu rinvenuto il sarcofago del Santo.

Ogni anno, il 16, 17 e 18 giugno, vengono festeggiati rispettivamente San Marciano, San Nicandro e Santa Daria.

Inspiegabilmente la “Santa Mannaâ€, un liquido non ancora identificato dalla scienza, sgorga dal sepolcro raccogliendosi al suo ridosso. Ad essa vengono attribuiti effetti miracolosi.

Il 18 con la processione si vivono i momenti più intensi dei festeggiamenti.

Migliaia di fedeli percorrono le vie storiche della città, con i testa il busto argenteo di San Nicandro e i resti di Santa Daria, portati a spalla da coloro che, prima della partenza, si sono aggiudicati la relativa asta denominata “ammessaâ€.

La processione parte dal Convento di San Nicandro in prima serata e termina intorno alla mezzanotte nella Piazza del Castello Pandone con il canto dell’Inno Popolare di San Nicandro.

 

 

LA BASILICA DI SAN NICANDRO

 

Restaurata nel 2002, la Basilica dedicata a San Nicandro è adiacente all’omonimo Convento.

Situata all’estremità della Città, direzione Isernia, è stata edificata sui resti di un edificio romano e, nel tempo, più volte trasformata.

Si notano, infatti, fregi, lapidi cornici ed altri reperti.

All’interno, due navate e un altare in legno intarsiato e pirografato, fanno da cornice alle opere pittoriche dell’artista molisano Amedeo Trivisonno, che narrano le vicende del Santo, così come le porte di bronzo scolpite da Alessandro Castani.

 

 

IL CONVENTO DI SAN NICANDRO

 

Il Convento di San Nicandro fu fondato nel 1573 dai Padri Cappuccini.

Soggetto nel tempo a molteplici trasformazioni, conserva al suo interno interessanti reperti archeologici.

Nel 1911 le sue stanze furono onorate dalla presenza di Padre Pio che, per superare un momento di intensa sofferenza, scelse di soggiornare nel Convento Venafrano.

Meta di pellegrinaggio, lo spiazzo antistante ospita un monumento dedicato al frate.

 


Visualizzazione ingrandita della mappa

 

 

L’ INNO DI SAN NICANDRO

 

Sciogliam di lode un cantico

o popol venafrano,

ai prodi eroi magnanimi

Nicandro e Marciano!

 

E a Lei che di vittoria

La palma riportò:

a Lei che forte intrepida

lo sposo pareggiò.

 

Ben tra gli astri o incliti,

regnate in sull’Empiro

ove drizzaste fervidi

i passi ed il desiro.

 

Dhe! Ci reggete impavidi

Sani di mente e cor,

finché di Dio la gloria

per Voi godrem ancor!

 

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