INQUINAMENTO NEL VENAFRANO… «ALTRO CHE ISPRA… QUI SERVONO I CARABINIERI».. COSÌ MAINELLI (MOVIMENTO AREA MATESE)

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Inquinamento e polemiche. Nel botta e risposta tra Mimmo Izzi (coordinatore regionale dei Centristi per l’Europa) che ha difeso il ministro dell’Ambiente Galletti ed il sindaco Antonio Sorbo che invece ha denunciato il mancato intervento del Ministro- che aveva promesso l’istituzione di un “Tavolo Tecnico” con la Regione Molise per mettere in campo una serie di iniziative, tra cui il coinvolgimento dell’Ispra- si inserisce un commento di Alfonso Mainelli, noto ambientalista boianese e presidente del movimento «Area del Matese». Mainelli risulta assai deciso e senza mezzi termini coinvolge il mancato intervento delle istituzioni locali, perché una volta per tutte sia messo in sicurezza tutto il territorio venafrano, aggredito da più fattori inquinanti. Mainelli si spinge a scrivere « si viola la legge…servono i Carabinieri, non l’Ispra».  E ecco tutto il suo intervento: «Se non fosse una vera e propria tragedia ci sarebbe veramente da ridere. Insomma, e ormai sono anni che lo scrivo senza che nessuno abbia smentito, nel venafrano si viola la legge sul controllo dello stato di qualità dell’aria a mezzo di strumenti di controllo di pericolosi inquinanti. Ormai non faccio più nemmeno il riassunto e vado subito alle conclusioni. In quell’area migliaia di cittadini sono esposti ad un rischio certo e non monitorato in termini di polveri ultrasottili, e ciò nonostante il fatto che in zona siano attivi, da anni, ben due inceneritori di rifiuti. Ci si trova, evidentemente, di fronte ad un disastro ambientale contro il quale, sempre da anni, gli enti pubblici responsabili del controllo e del contenimento del rischio nulla fanno. Mentre ci si interroga, anche in questo caso da anni, su come fare, i due inceneritori continuano a funzionare e vanno a sommare il loro carico inquinante  a quello risultante dalle altre fonti. Avevo già scritto che in una simile situazione si mandano i Carabinieri e non  l’ ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) che ben potrà intervenire dopo la messa in sicurezza dei poveri cittadini coinvolti. Alla fine si spera che ci sarà un qualche intervento pubblico che inibisca l’incenerimento di rifiuti in assenza dei controlli previsti dalle leggi sulle polveri ultrasottili. Ma ancor più si dovrebbe pretendere che i responsabili di questa indecente situazione siano immediatamente indagati e processati».

(Fonte PRIMO PIANO)

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