Il Teatro Romano

 

Testimonianza del livello di benessere raggiunto dalla città romana è la presenza di quelle che oggi chiamiamo infratstrutture per la collettività. A ridosso dell’ultimo decumano, tra la Cattedrale e il Convento di S. Francesco, a mezza costa troviamo i resti di un importante teatro con accanto l’odeon. Il teatro nella sua prima fase era costituito da una gradinata che poggiava direttamente sul pendio della montagna. La gradinata era conclusa in alto da un portico e tutto il teatro comprendeva una ima e media cavea. Il tutto era realizzato in opera reticolata con elementi calcarei di grandi dimensioni. Successivamente il teatro, probabilmente per l’aumento della popolazione e del bacino di utenza che gravitava attorno a Venafro, il teatro venne ampliato. Quest’ampliamento si legge nella dimensione della pezzatura degli elementi utilizzati e soprattutto nella diversità del materiale utilizzato: il tufo. L’ampliamento comprende la realizzazione dei tribunalia, delle scale di accesso e della summa cavea. La gradinata poggiava su poderose strutture murarie di sostegno ed il tutto è databile non oltre il 96 d.C.. Realizzati due ampi spazi a lato della scena, il teatro di Venafro si poneva tra i più grandi dei teatri romani. Interventi successivi portarono a realizzare sul piazzale occidentale un portico con colonne ioniche ma tra le aggiunte di maggior rilievo troviamo il grande emiciclo realizzato a lato della struttura scenica. Realizzato interamente in laterizio nell’edificio sono in molti a riconoscere un ninfeo. La trasformazione della zona occidentale del teatro si rese necessaria per realizzare dei giochi d’acqua, e tutte le opere a ciò necessarie, nell’orchestra. A questo scopo l’intera orchestra venne protetta da un alto parapetto. L’abbandono e il conseguente declino del teatro può essere riconducibile al drammatico terremoto del 234 d.C.. Il ritrovamento, all’inizio del secolo, nelle vicinanze del teatro si alcuni ambienti affrescati e pieni di materiale proveniente dal teatro e ben depositato, fa pensare che comunque si pensava ad un ripristino della piena funzionalità del teatro. Purtroppo l’intera struttura fu utilizzata, nei secoli a venire, come una cava a cielo aperto che forniva elementi lapidei già squadrati ed utilissimi per la costruzione di case private e monumenti.