I voti del Pd salvano Silvio: il condannato resta Capo

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I voti del Pd salvano Silvio: il condannato resta Capo

I voti del Pd salvano Silvio: il condannato resta Capo
Eterno Nazareno – In commissione democratici e forzisti respingono l’emendamento dei 5Stelle per impedire di indicare Berlusconi leader del centrodestra
di Wanda Marra
Il Fatto Quotidiano 8 ottobre 2017

Silvio Berlusconi potrà essere ufficialmente indicato come capo della sua forza politica, al momento della presentazione delle liste elettorali e dei programmi. È una delle conseguenze che avrà il Rosatellum 2.0 se verrà approvato dal Parlamento. Ieri la commissione Affari costituzionali della Camera ha concluso i suoi lavori sul testo della legge. E ha respinto un emendamento, a firma di Danilo Toninelli dei 5Stelle, che prevede che non possa essere capo della forza politica chi è ineleggibile (come appunto Berlusconi). Toninelli ha ricordato peraltro che l’ex Cavaliere non potrebbe comunque avere incarichi governativi, in base alla legge Severino.

Sono passati quasi 4 anni da quando Palazzo Madama votò la decadenza da senatore di Berlusconi, condannato in via definitiva a 4 anni per frode fiscale. Un epilogo arrivato il 27 novembre, in una seduta durata 8 ore, dopo un percorso di 4 mesi. “È la prima volta in vita mia che sento definire ‘colpo di Stato’ il rigoroso rispetto delle leggi”, disse allora il capogruppo Luigi Zanda rispondendo a Fi. Votarono per la decadenza Pd, M5S, Sel e Scelta civica. Contro i forzisti, Gal, Nuovo centrodestra e Lega. Sia chiaro, Berlusconi resta incandidabile ai sensi della Severino. Ma la possibilità di indicarlo come capo di una forza politica gli restituisce definitivamente una legittimità politica. Senza contare che il voto di ieri mostra come sono cambiati gli equilibri: hanno votato contro la modifica chiesta da Toninelli FI, Lega, centristi e Pd, i contraenti del patto sulla legge elettorale. A favore Mdp e Cinque Stelle.

È toccata a Francesco Paolo Sisto la difesa accorata di Berlusconi: “Questa è una norma costituzionalmente idiota e sartoriale”. Ma soprattutto, Sisto ha ricordato che il 22 novembre la Corte di Strasburgo esaminerà il ricorso di Berlusconi contro la Severino. Il verdetto sulla sua incandidabilità ci sarà dopo circa sei mesi. Quindi, con ogni probabilità, arriverà solo dopo le elezioni politiche e lui potrà condurre una campagna elettorale da “vittima” della giustizia.
[…] continua

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