C’era una volta il San Bartolomeo.

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Il San Bartolomeo è un piccolo fiume che nasce a Venafro e dopo aver attraversato gli orti sfocia nel fiume Volturno. Nei miei ricordi di bambino il San Bartolomeo è il fiume dei miei giochi, dei primi bagni e delle piccole nuotate. I suoi argini erano percorribili a piedi. I pescatori potevano praticare la loro passione. Gli ortolani potevano accedere lì facilmente per le loro necessità. Forse questi ricordi mi hanno spinto, essendo un pescatore a pagare una quota annuale per poter praticare questo sport su questo fiume. Ma oggi il San Bartolomeo è diventato una specie di discarica: ci si trova di tutto (bottiglie di plastica e contenitori di ogni tipo, animali morti ecc). I suoi argini non sono più percorribili perchè le erbacce sono totalmente alte da non permettere la visuale del fiume. In alcuni punti sono stati sistemati dei cancelli e reti per la recinzione o addirittura sono coltivati fino al limite del fiume. In un tratto hanno persino creato una rampa dove poter accedere con i trattori per lavare le ruote sporche di letame e fango. Non so chi dovrebbe provvedere al controllo e alla pulizia del San Bartolomeo ma nel mio piccolo voglio far notare queste cose. Spero ci sia chi la pensa come me sulla gestione delle cose comuni venafrane e voglia collaborare con me o prendere iniziative per risolvere il problema e per vedere risplendere quel piccolo fiumiciattolo.

Marciano Capocci da Facebook

There are 6 comments

  1. Ma chi dovrebbe controllare queste cose? Addirittura la rampa per i trattori 😀 Venafro è sempre più un paesino…

  2. Tempo fa avevo proposto la “costruzione” di un viale pedonale che potesse consentire collegamenti tra il lavatoio e il rione Starza/Case Popolari.
    L’idea di avere un passeggio (completo di illuminazione, pavimentazione a tema, etc.) tra gli orti e il fiume di Venafro mi affascina non poco.
    Altrove per un paesaggio così pagherebbero
    Mi rendo disponibile a finanziare un progetto che possa coinvolgere molti cittadini di Venafro per la realizzazione di un comitato e per l’esecuzione di lavori di ristrutturazione degli argini.
    Forse è una delle poche cose della Venafro che fu, nonostante gli scempi denunciati da Marciano Capocci.

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