Aldo Patriciello

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Biografia

Si diploma all’Istituto tecnico per geometri nel 1976 e si impegna nell’azienda paterna[1]. All’attività imprenditoriale affianca presto l’impegno in politica.

Ha ricoperto le cariche pubbliche di amministratore di Venafro, consigliere regionale, assessore e vicepresidente della Giunta del Molise. Nel maggio del 2006 diventa deputato e nel 2009 deputato al Parlamento europeo.

Nato politicamente con la Democrazia Cristiana, in passato esponente del Partito Popolare Italiano (1995), passa successivamente a Democrazia Europea e quindi all’UDC dove ricopre le cariche di membro della segreteria regionale e di componente della direzione nazionale. Nel giugno 2008 lascia l’UDC per il Popolo della Libertà.

La sua famiglia è proprietaria di una ventina di aziende con circa 900 dipendenti, attive nella sanità, nell’edilizia e nell’editoria (la sua azienda ha rilevato TVI Molise portando la sede da Isernia a Venafro)[2][3][4]. Tra le varie aziende del gruppo vi sono l’IRCCS Neuromed di Pozzilli[5], che è uno dei maggiori complessi sanitari del Molise e che ha avuto come amministratore delegato Mario Pietracupa, attuale presidente del Consiglio Regionale e cognato di Patriciello, la Prometal attiva anche nell’alta velocità ferroviaria, aziende edili come la Precal srl e la Mc Group; di quest’ultima era titolare la madre[6].

Un altro cognato dei Patriciello, Vincenzo Cotugno, è stato eletto nel 2008 consigliere comunale di Venafro ed è a capo della Finmolise. Dopo le elezioni comunali del 2005 Vincenzo Cotugno era stato eletto sindaco ma era poi stato rimosso per incompatibilità, stante i rapporti di lavoro tra il comune e i fratelli Patriciello[7].

La famiglia Patriciello ha diversi interessi nel calcio locale. Uno dei fratelli, Nicandro, è presidente dell’US Venafro Calcio, squadra di Serie D[8][9][10].

Carriera politica

Nel 1979 Aldo Patriciello inizia l’attività politica nella Democrazia Cristiana nella quale diventa responsabile del Movimento Giovanile regionale. Dal 1983 al 1992 ricopre la carica di assessore ai lavori pubblici e di vicesindaco di Venafro. Dal 1993 al 1995 è consigliere comunale, sempre nella sua città. Nel 1995 viene eletto con i Popolari al consiglio regionale dove ricopre la carica di presidente della II commissione permanente. Dall’8 agosto 1997 al 24 febbraio 1999 è assessore con varie deleghe: bilancio, patrimonio, gestione urbanistica, informatica e programmazione. Torna poi tra i banchi del consiglio regionale come componente della III commissione permanente.

Nel febbraio del 1998 i consiglieri regionali del Partito Popolare Italiano molisano, guidati da Michele Iorio, sfiduciano la giunta regionale, sostenuta da due anni dalla coalizione de L’Ulivo, provocando l’immediata reazione del segretario nazionale Franco Marini che espelle dal partito vari esponenti, tra i quali Iorio e Patriciello.[11]. Successivamente Iorio, Patriciello e altri lasciano il gruppo consiliare del PPI per entrare nel gruppo misto[12].

Dopo la sfiducia alla Giunta Veneziale Michele Iorio è nominato nuovo Presidente della Regione Molise mentre Patriciello diventa Vice Presidente della Regione Molise.

Nel 2000 Patriciello viene eletto nuovamente al consiglio regionale dove ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio Regionale, oltre ad essere componente della I Commissione permanente: ordinamento e organizzazione amministrativa.

Nel 2001 Patriciello diventa segretario regionale di Democrazia Europea in Molise, e nel novembre dello stesso anno il partito ottiene il 13,7% di voti alle elezioni regionali[13][14][15]. La nuova giunta regionale è presieduta da Michele Iorio, di Forza Italia, mentre Patriciello ne è il vicepresidente e assessore regionale con delega alle attività produttive ed alle politiche agricole. Secondo una successiva affermazione di Paolo Cirino Pomicino, in occasione di queste elezioni regionali Patriciello aiuta Italia dei Valori a raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali[16].

Avendo anche la delega all’assetto del territorio, Patriciello appena entrato in carica (nel febbraio del 2002) firma una lettera indirizzata al Servizio Sismico Nazionale della Dipartimento della Protezione Civile per portare a termine la riclassificazione sismologica di tutti i comuni della regione, già avviata dalla giunta precedente e nel luglio successivo partecipa a una riunione a Roma sull’argomento; qualche mese più tardi, quando il terremoto del 31 ottobre colpisce il Molise, non sono ancora stati presi provvedimenti e sorge una polemica tra il dipartimento e la regione[17][18][19].

Nel dicembre del 2002 Democrazia europea si scioglie per partecipare alla fondazione dell’UDC, insieme al CCD e al CDU e Patriciello diventa membro della Segreteria regionale del nuovo partito.

Nel luglio del 2003 la giunta regionale si sciolgie ma la crisi viene superata dopo alcuni giorni e Patriciello continua a far parte dell’esecutivo della Casa delle Libertà presieduto da Michele Iorio[20].

Nel settembre del 2004 Patriciello e altri assessori dell’UDC lasciano la giunta regionale, a seguito di una riforma sanitaria voluta da Forza Italia[21]. In tale periodo Patriciello è capogruppo dell’UDC nel consiglio regionale del Molise, ed entra nella Direzione nazionale come Responsabile del Dipartimento Politiche per il Mezzogiorno. Inoltre, Clemente Mastella dell’UDEUR cerca di convincerlo a passare a L’Unione[22].

Nel giugno del 2008 Patriciello lascia l’UDC per aderire al Popolo della Libertà[23][24].

Parlamentare europeo

Diventa deputato al Parlamento europeo nel maggio 2006 per la lista dell’UDC nella circoscrizione Italia meridionale, dopo la rinuncia del segretario Lorenzo Cesa, nel frattempo eletto deputato nazionale (anche Patriciello si era candidato alla Camera): si iscrive al gruppo del Partito Popolare Europeo. Alle elezioni del 2004, Patriciello aveva ottenuto quasi 68 000 preferenze.

Durante questo primo mandato Patriciello è Vicepresidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e membro sia della Commissione per il controllo dei bilanci che della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Bulgaria; inoltre è membro sostituto della Commissione per i trasporti e il turismo e della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l’Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia)[25].

Nell’ottobre del 2007 Patriciello è tra i parlamentari europei che approvano il rapporto di Marco Cappato per l’uso a fini terapeutici dell’oppio prodotto in Afghanistan[26].

La percentuale di presenze in plenaria di Patriciello nel corso del suo primo mandato è del 58%[27], non è mai intervenuto in plenaria, ha presentato 25 interrogazioni, molte sul natio Molise, ed è uno dei pochi a cui hanno tolto l’immunità parlamentare[28].

Nell’aprile del 2009 viene inserito nella lista elettorale del PdL per la circoscrizione dell’Italia meridionale[29] e alle elezioni del 6-7 giugno viene eletto con 113924 preferenze[30].

All’inizio della nuova legislatura, il 16 luglio, Patriciello viene eletto membro sia della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) che della Commissione per il controllo dei bilanci (CONT) e membro sostituto della Commissione per lo sviluppo regionale (REGI). Inoltre viene nominato tesoriere della delegazione italiana del gruppo del Partito Popolare Europeo[31].

Strategia spaziale dell’Unione Europea

Nella corrente legislatura, Aldo Patriciello viene eletto membro della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE). In questo ambito, nel luglio del 2010, elabora un progetto di relazione sulla strategia spaziale dell’Unione Europea al servizio dei cittadini. Il rapporto richiama l’attenzione sull’esigenza per l’Europa di una propria indipendenza sia nell’accesso allo Spazio che sul “principio di reciprocità” nei rapporti commerciali con Russia, Cina ed USA per rafforzare la posizione di indipendenza verso i fornitori extra europei sulle tecnologie chiave per lo sviluppo dell’aerospazio. Nello stesso ruolo, è promotore anche di un intervento sulla creazione di un sistema sulla sorveglianza spaziale chiamato “Space Situation Awareness”.[32]

Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE)

Nel 2010, Aldo Patriciello diventa membro anche della Commissione ITRE dove promuove come relatore una opinione sulla semplificazione sulle procedure di implementazione dei Programmi quadro. Questa misura volge ad agevolare il passaggio da un finanziamento basato sui costi ad uno basato sui risultati, bloccando la modifica delle regole in corso d´opera.

Come membro della commissione, è intervenuto come relatore anche in alcune Relazioni di parere:

  • Immissione sul mercato ed uso dei biocidi – APRILE 2010[33]
  • “Investimenti a favore della crescita e dell’occupazione” del Fondo Europeo ed abrogazione del regolamento CE) n. 1080/2006 – GIUGNO 2012[34]
  • Disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca compresi nel quadro strategico comune e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, ed abrogazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 – GIUGNO 2012[35]
  • Fondo di coesione ed abrogazione del regolamento (CE) n. 1084/2006 del Consiglio – GIUGNO 2012[36]

No Triv Jonio e petizione europea

L’europarlamentare Aldo Patriciello ha promosso la questione della protezione del patrimonio naturale del mar Ionio con l’iniziativa “NO TRIV” contro le trivellazioni operate nelle acque del territorio dalle multinazionali. Per porre l’attenzione sulla questione, è stata promossa una azione all’attenzione della Commissione petizioni europea.[37]