Archivio | Sanità

Ospedale, attenzione puntata sul consiglio

Consiglio comunale straordinario

per l’ospedale Santissimo

Rosario di Venafro

due giorni prima dell’annunciata

manifestazione di protesta

organizzata dal comitato

cittadino per sabato 11

settembre? Il presidente dell’assise

civica Nicandro Palumbo

starebbe optando per

questa data ma attende la risposta

del direttore generale

della Asrem Percopo. Quest’ultimo

sarebbe stato invitato

direttamente dal sindaco

di Venafro Nicandro Cotugno,

per parare i colpi di

una popolazione stanca delle

solite chiacchiere e delle

promesse mai mantenute. Si

tenterà dunque di scongiurare

la manifestazione dell’ 11

settembre, cercando di far

passare ad unanimità un documento

in pieno consiglio

comunale che garantisca tutti,

soprattutto i cittadini. “Si

fa o non si fa il consiglio

comunale a noi poco importa-

ci dichiarano i venafrani-.

Non vogliamo andare a

perdere tempo al municipio,

noi vogliamo scendere in

piazza e protestare per come

stanno distruggendo il nostro

ospedale giorno dopo giorno,

provvedimento dopo

provvedimento. Ora i nostri

bravi amministratori sono

rientrati dalle ferie, e vogliono

darsi da fare. Le loro lavate

go” E’ tanta dunque la rabbia

dei cittadini che tutti i

giorni sono costretti a convivere

con una serie infinita

di emergenze presso il nosocomio

venafrano, trasformato

in un centro smistamento

malati. E alcuni giovani di

Venafro vorrebbero confrontarsi

proprio con Percopo per

avere chiarimenti sul bando

prima pubblicato e poi sospeso

per l’assunzione a

tempo determinato di cinque

portantini.” Sarebbe importante-

ci dichiara uno dei tanti

giovani che si erano apprestati

a rispondere al bando

per trovare un posto di lavoro

in città- avere in consiglio

comunale il direttore Generale

della Asrem, perché a lui

vorrei rivolgere una domanda

sul giallo del bando prima

pubblicato e poi sospeso

per l’assunzione di cinque

operatori sanitari. Una storia

che sa dell’incredibile e

che è passata come se nulla

fosse accaduto.” Come riportato

in esclusiva dal Quotidiano,

la nota della Asrem

datata 12 agosto è stata affissa

all’albo pretorio di tutti

i comuni interessati, per informare

sulla sospensione

delle procedure concorsuali

per cinque posti di portantino

presso l’Ospedale Santissimo

Rosario di Venafro. Il

motivo del ripensamento? Il

piano di rientro del sub

consente

nuove assunzioni né a

tempo determinato né a tempo

indeterminato. La città di

Venafro dunque si appresta

bre veramente caldissimo su

tutti i fronti: sanità, lavoro,

scuola. Per il sindaco Cotugno

e la sua maggioranza,

tante emergenze da affrontare.

Con non pochi rischi per

la tenuta sociale. Avanza la

povertà, aumentano i disoccupati,

i giovani sempre più

in fuga. Venafro rischia il

tracollo. Non solo le aziende

chiudono in tutta l’area

del venafrano, ma ogni giorno

nel cuore dell’economia

cittadina, si abbassa una saracinesca,

cessa cioè un’attività

commerciale. Locali

sfitti ovunque, operatori del

commercio senza futuro.

Quotidiano del molise

Nella categoria Comune, SanitàComments (0)

Le acque del Ss Rosario diventano tempestose.La struttura è abbandonata

Sempre più palpabile, e

decisamente preoccupante,

il sostanziale arretramento

delle funzioni e dell’efficacia

del SS Rosario di Venafro… Leggi tutto

Nella categoria Comune, SanitàComments (0)

SS Rosario: Percopo ci risponda sull’assunzione di cinque ausiliari per soli otto mesi

A breve, secondo quanto stabilito nella conferenza dei capigruppo, dovrebbe essere convocato il Consiglio comunale di Venafro per fare il punto sulla situazione dell’ospedale “Ss. Rosario”. La seduta consiliare dovrà rappresentare, una volta per tutte, il momento della verità anche alla luce delle voci che si rincorrono nelle ultime ore e soprattutto dei continui disagi che vengono denunciati da pazienti e operatori sanitari. Con tutto il rispetto per chi, all’interno dell’ospedale, è stato incaricato di organizzare i servizi che sono, per il momento, “sopravvissuti” ai pesanti tagli imposti dal commissario Iorio, riteniamo che l’unico che sia titolato a dare risposte alle tante domande che si pongono i cittadini venafrani è il dottor Angelo Percopo, direttore generale dell’Asrem. Per questo motivo chiediamo sin da ora al presidente del Consiglio comunale di invitare il dottor Percopo a partecipare alla seduta dell’assise civica in modo da rispondere direttamente e pubblicamente agli interrogativi che anche noi in passato, per iscritto, gli abbiamo posto già nello scorso mese di maggio senza ottenere alcun riscontro. Domande che riproponiamo in modo che il dottor Percopo, qualora decidesse – come noi auspichiamo, anche per una forma di rispetto per il Consiglio comunale e per i cittadini di Venafro – di essere presente alla seduta consiliare, sia adeguatamente preparato: 1) A Venafro sarà possibile ancora effettuare interventi di chirurgia d’urgenza? 2) Il reparto di Rianimazione continuerà a funzionare 24 ore su 24 per gli interni e per gli esterni con la presenza sul posto degli anestesisti-rianimatori in numero sufficiente per garantire i turni e le ferie? 3) Il Pronto Soccorso tornerà operativo 24 ore su 24 garantendo l’assistenza sanitaria adeguata e la gestione di tutte le emergenze, compresi i “codici rossi”, oppure sarà un mero punto di stabilizzazione, un centro di “primo soccorso” e di smistamento verso altri ospedali? 4) E’ vero, come ha scritto nel suo atto aziendale Percopo, che l’Asrem e la Regione intendono costruire un terzo ospedale con la conseguente chiusura definitiva della struttura di Venafro? 5) E’ vero che già diversi medici in servizio al “Ss. Rosario” hanno chiesto ed in alcuni casi ottenuto il trasferimento presso altre strutture e come saranno sostituiti? 6) Che fine hanno fatto i 2 milioni e 800 mila euro stanziati già da qualche anno per interventi da effettuare sull’ospedale di Venafro? 7) E’ vero che all’ospedale “Veneziale” di Isernia da tempo sono in corso i lavori per sistemare l’ala che dovrà ospitare il Reparto di Ortopedia?
Vorremmo poi chiedere a Percopo chiarimenti sull’assunzione a tempo determinato (appena otto mesi!) di cinque ausiliari (i cosiddetti “portantini”) da impiegare presso il “Ss. Rosario”. Servono forse per gettare fumo negli occhi in attesa delle prossime elezioni regionali?
Fino a quando non saranno date risposte chiare a queste domande e rassicurazioni ufficiali in merito all’effettiva salvaguardia del “Ss. Rosario”, condividiamo, ritenendole legittime, utili e necessarie, le iniziative poste in essere dal Comitato nato per la difesa dell’ospedale i cui membri, purtroppo, sono rimasti gli unici a difendere ad oltranza il nosocomio venafrano e il diritto alla salute dei cittadini. E pertanto parteciperemo alla manifestazione indetta per l’inizio di settembre.
 
Venafro, 19 agosto 2010
              Antonio Sorbo (capogruppo di “Città Nuova”)

Nella categoria Cronaca, SanitàComments (1)

Notti da incubo al pronto soccorso

L’Ospedale Santissimo Ro,sario di Venafro si è trasfor,mato in un punto smistamen,to pazienti. Leggi tutto

Nella categoria Argomenti, SanitàComments (1)

Atto aziendale Asrem/Sanità: da ospedale a casa di riposo

Il Vietri passa a Campobasso – Ad Agnone, Larino e Venafro parte degli ospedali convertito in casa di riposo -  Rispunta il progetto della megaclinica privata tra Isernia e Venafro – Sforbiciata a posti letto e a reparti ospedalieri Leggi tutto

Nella categoria SanitàComments (0)

Elenco Dirigenti Asrem Molise

Un link simpatico inviato da un caro amico che inoltro a voi  utenti di questo sito per mostrarvi l’elenco completo dei dirigenti ASREM Leggi tutto

Nella categoria Argomenti, SanitàComments (10)

Ospedali tutti pieni, rischia la vita

Odissea per un’anziana obbligata a vagare 14 ore prima di avere un posto letto Leggi tutto

Nella categoria Cronaca, SanitàComments (1)

Restituite altre schede elettorali

Ss. Rosario, continua suon di firme la protesta in difesa dell’ospedale

Leggi tutto

Nella categoria SanitàComments (1)

Il Pronto soccorso vive nel totale disagio

Ospedale Santissimo Rosario di Venafro, in attesa che parta il piano di rilancio della Asrem, al pronto soccorso la quotidianità si fa sempre più critica. Leggi tutto

Nella categoria Argomenti, SanitàComments (2)

Ospedale Santissimo Rosario

“I medici dell’Ospedale Santissimo Rosario stanno dimostrando grande senso di responsabilità.” Leggi tutto

Nella categoria Argomenti, Comune, SanitàComments (1)

Sindaco a casa Ci sono 2mila firme

“Non ci sentiamo tutelati dall’esecutivo” Leggi tutto

Nella categoria Argomenti, Comune, Politica, SanitàComments (3)

Ospedale Santissimo Rosario Il polo ortopedico sta diventando realtà

Enzino Bianchi sarà il responsabile: lo ha comunicato l’Asrem Leggi tutto

Nella categoria Comune, SanitàComments (12)

Ospedale, il sindaco Cotugno rassicura

Premessa : L’articolo è preso da quotidiano molise, noi del portale (gli admin) non crediamo a una parola di quelle scritte anzi si continua ad offendere l’intelletto dei lettori con news che riportano l’esatto contrario della realtà.

Nell’incontro con il vertice dell’Asrem, Percopo, illustrato il piano di riorganizzazione Leggi tutto

Nella categoria Argomenti, SanitàComments (6)

Ospedali sicuri, partono le verifiche sismiche. Si comincia da Isernia

Indagini discrete. Senza clamori. Per capire se quanto è scritto in un esposto firmato da centinaia di persone sia vero. Leggi tutto

Nella categoria SanitàComments (0)

Ospedale Ss Rosario, ecco come sarà

Cento posti letto. Diventerà una struttura per lunghe degenze Leggi tutto

Nella categoria Argomenti, SanitàComments (2)

Ridimensionamento al Ss Rosario Chirurgia chiuderà dal 1° luglio

Questa volta la notizia arriva dall’interno dello stesso SS Rosario di Venafro e perciò è (purtroppo) attendibile. Leggi tutto

Nella categoria SanitàComments (14)

SANITA’: I comitati: “Certificati elettorali da Napolitano”

Noi non siamo qui per piangere i tagli ai nostri ospedali. Leggi tutto

Nella categoria SanitàComments (2)

Sanità: i Comitati civici di Agnone, Larino e Venafro insieme contro i tagli agli ospedali

Lo scorso martedì, 8 giugno, le delegazioni di: Comitato “Il Cittadino c’è …” di Agnone, Comitato “pro SS. Rosario” di Venafro e Comitato per la difesa dell’Ospedale “G. Vietri”…. Leggi tutto

Nella categoria SanitàComments (3)

Ospedale privo di servizi Bimbo rischia la morte

Quando serve

un Pronto Soccorso al

SS Rosario di Venafro.

Con a fianco la Rianimazione.

Evitando inutili

trasferimenti di malati

gravi o palleggiamenti di

responsabilità tra Isernia

e Campobasso. L’episodio

che raccontiamo testimonia

l’assunto. L’altra sera,

poco prima delle 20, è

giunto al Pronto Soccorso

dell’ospedale SS Rosario

un bambino di appena 29

giorni. Direttamente da

Montaquila, uno dei tanti

paesini della valle del

Volturno. Il neonato appariva

cianotico e privo

delle funzioni vitali. Apparentemente

già morto.

Subito il medico di

stanza al Pronto Soccorso,

insieme con un suo

collega, iniziava le pratiche

di rianimazione, durate

ben due ore. Il bambino

si è lentamente ripreso.

Nel frattempo il

Pronto Soccorso prendeva

contatto con la Neonotalogia

di Campobasso e la

Pediatria di Isernia, per

poter stabilizzare meglio

il piccolino. Per quanto è

dato sapere- ma la cosa

va senz’altro accertata ed

approfondita- l’ospedale

di Campobasso sosteneva

che sino al 28esimo giorno

di vita il caso rimaneva di

competenza della sua Neonatologia,

subito dopo

sarebbe dovuto intervenire

Isernia.

E per un bambino di 29

giorni? Sembra che su

questo punto ’burocratico’

sia insorto un battibecco

giuridico-sanitario. Con

botta e risposta da una

parte e dall’altra. I sanitari

venafrani un po’ stufi

di questo

 

 

palleggiamentodi competenze e responsabilità

avrebbero invitato

il pediatra isernino a recarsi

presso il SS Rosario.

Al fine di poter disporre

di una consulenza specialistica

in loco, per poter

trasferire il bimbo altrove.

Al SS Rosario di Venafro

infatti non è presente

nè Neonatologia, nè

Pediatria.

L’invito finale sarebbe

stato di trasferire il piccolo

al Veneziale di Isernia.

A questo punto i familiari

del bambino in fasce hanno

chiamato i Carabinieri

di Venafro, i quali sono

prontamente intervenuti

in ospedale.

Il piccolino è stato così

trasferito ad Isernia in

ambulanza, scortato da

una gazzella dei Carabinieri

con tanto di fari e sirene

accese. Per farsi velocemente

strada nel traffico

domenicale.

Il piccolino sarebbe stato

adirittura tenuto nelle

braccia del papà, durante

il trasporto, con la maschera

d’ossigeno sul volto.

Forse sarebbe stato il

caso di tenerlo in una incubatrice

o struttura similare.

Dopo molte cure il

bimbo è stato definitivamente

stabilizzato al Veneziale

di Isernia, da cui

in nottata è stato trasferito

al «Santobono» di Napoli.

In una struttura meglio

attrezzata, di caratura

nazionale. Il peggio per

fortuna è passato. Il bambino

si va completamente

riprendendo e forse è stato

solo un miracolo a tenerlo

in vita. Scientificamente

poi sono state decisive

le amovoli e preziose

cure prestategli, nelle prime

fasi dell’intervento,

presso il Pronto Soccorso

venafrano. Da parte di

medici e paramedici che

hanno voluto crederci fino

in fondo. Senza demordere

un solo minuto, anzi un

solo secondo di più. Può

rimanere chiuso la notte

il Pronto Soccorso di Venafro?

Può rimanere senza

la Rianimazione? E’

mai possibile risparmiare,

trasferendo malati gravissimi

(in fin di vita) in

altri ospedali, anche in

capo al mondo? Che sanità

è mai questa? Altre pesanti

domande semplicemente

le lasciamo all’intelligenza

dei lettori. E

forse sarebbe meglio che

una volta per tutte vengano

trattate dalla Magistratura.

Con la pelle dei

pazienti, soprattutto di

bambini in tenera età,

non si scherza mai!

Nuovomolise

Nella categoria Cronaca, SanitàComments (0)

“Ospedale, tagliare i fannulloni”

Ancora non si spegne l’eco in

città della manifestazione pubblica

di martedì scorso organizzata

dal comitato “Pro S. Rosario

di Venafro”. Ma non è passato

inosservato un dato negativo:

la scarsa partecipazione

della gente. Ma chi difende

l’Ospedale di Venafro? E’ questa

la domanda che in molti si

sono posti a Venafro dopo il

flop dell’assemblea pubblica

del comitato sorto in difesa del

nosocomio venafrano. Martedì

scorso ad affiancare il presidente

Vaccone, anche i rappresentanti

degli altri comitati di

Agnone e Larino. A sorpresa, a

difendere a spada tratta il piano

predisposto dal sub Commissario

Mastrobuono è stato

l’ex sindaco di Venafro Enzo

Bianchi, in veste anche di primario

del reparto di ortopedia

dello stesso Santissimo Rosario.

“Vi dico che nelle carte è

scritto ben altro. C’è il presidio

di Isernia che si sviluppa su tre

stabilimenti ospedalieri. Isernia,

Agnone e Venafro. Questo

vuol dire che Venafro è come

Isernia. Al Santissimo Rosario

funzionerà il polo ortopedico

che ha bisogno di altri reparti

funzionanti, a cominciare dalla

rianimazione e pronto soccorso.

Tutto questo è scritto nel

piano. Tutto il resto è strumentalizzazione

politica. Il problema

reale – ha concluso Bianchi

- è vedere quando entrerà in

funzione il polo ortopedico e su

questo punto lancio la sfida al

comitato. Questo polo deve partire

subito, a settembre il più

tardi ma non sotto elezione

come qualcuno ha paventato.

Non ci faremo prendere in giro.

Infine vorrei ricordare che forse

all’ospedale di Venafro ci

sono troppi fannulloni, questi sì

che andrebbero tagliati”. Di tutt’altro

avviso invece i rappresentanti

dei comitati di Larino

e Agnone che si sono scagliati

contro la classe politica, “la

vera causa del disastro dei conti

della Sanità”. Sulla stessa lunghezza

d’onda il consigliere

provinciale Antonio Sorbo che

ha stigmatizzato l’assenza dei

tre consiglieri regionali venafrani.

Il sindaco Nicandro Cotugno

nel suo intervento ha rimarcato

tutti i risultati ottenuti

anche attraverso azioni provocatorie

come la denuncia in Procura

per l’inagibilità del Veneziale

di Isernia.

Quotidiano del molise

 

Nella categoria Cronaca, SanitàComments (0)

Ospedale, il Comitato getta la spugna

«Da questo

momento in poi chiudiamo

il Comitato. La città ci sta

lasciando soli ed è inutile

andare avanti

Sono state più o meno

queste le parole urlate per

microfono, l’altra sera sul

tardi, da Gianni Vaccone

(presidente del Comitato

pro ospedale “SS Rosario”) e

dal suo collaboratore Peppino

Esposito. L’amarezza del

momento nasceva dalla

scarsa partecipazione alla

manifestazione indetta da

loro. Di fronte alla chiersa

di don Luigi Orione, nella

grande piazza contornata di

ulivi secolari. Solo un centinaio

di persone o poco più

aveva risposto alla chiamata

(davvero l’ultima?) del

Comitato, con molti politici

autorevoli presenti ma anche

con inspiegabili assenze.

Qualcuno dalla scalinatella

della chiesa, microfono

in mano, ha fatto notare

l’assenza dei tre consiglieri

regionali, eletti soprattutto

a Venafro. E cioè di Nicandro

Ottaviano, Massimiliano

Scarabeo e Mario Pietracupa.

Ma all’amarezza mista

a rabbia degli uomini

del Comitato, hanno risposto

gli analoghi rappresenti

di Larino ed Agnone, pure

loro in lotta per difendere la

loro sanità. Il loro ospedale.

«Non

dobbiamo cedere ora

ripetuto all’infinito una

combattiva Caterina Mancini,

in rappresentaza del

«pro Vietri» di Larino. Ed

altrettanto hanno urlato i

rappresentanti di Agnone.

La signora Mancini in particolare

ha inveito contro i

nostri politici regionali (soprattutto

di destra ma anche

di sinistra) che nulla

fanno per evitare certi sprechi.

E certi doppioni a favore

di amici, parenti e figli di

chi gestisce la nostra sanità.

Arrivando ad urlare:

«Alle prossime elezioni regionali

bruciamo i nostri

certificati elettorali. Questa

classe politica deve cambiare,

deve andarsene a casa.

Perchè non ha nulla da

dire, nulla da fare

Altrettanto ha attaccato

Antonio Sorbo, quale rappresentante

dell’opposizione

sia al Comune che alla Provincia.

Arrivando a mettere

sul piatto le sue dimissioni,

come quelle di tutti i politici

locali. Ma aggiungendo anche:

«Io sono tre anni che

lotto e dico la stessa cosa.

Sono anche stato tacciato in

passato di essere catastrofista.

Ma oggi il dato purtroppo

mi sta dando ragione.

Pochi mesi fa vi promettevano

la luna, l’università, urologia

e chi più ne ha più ne

metta, quando già avevano

in mente di chiudere tutto.

Eppoi si sperperano milioni

per reparti e dirigenti inutili

e si chiude il Pronto Soccorso

e la Rianimazione del

SS Rosario che costano poche

centinaia di migliaia di

euro ogni anno. Io non mollerò

mai, dovessi rimanere

pure solo, ed invito il Comitato

a rimanere. A continuare

a lottare

Il sindaco Nicandro Cotugno

ha rassicurato la folla,

continuando a parlare

del Polo Ortopedico in arrivo.

Un qualcosa in più di

quello richiesto da tutto il

Consiglio comunale. Anche

se in certi momenti la contestazione

è stata forte. Anche

da parte di Caterina

Mancini che continuava ad

urlare: «Il Piano della Regione».

è stato respinto dal

Governo. Non è approvato.

Non sappiamo che succederà,

anzi lo sappiamo fin

troppo

Enzo Bianchi, sia come politico

ma soprattutto come

primario di Ortopedia. Su

un punto il dottor Bianchi

ha posto l’accento. Sul fatto

che ogni decisione venga

presa subito. Già entro settembre.

Ma grosso modo ha

difeso le scelte del Polo Ortopedico,

che dovrebbe prevedere

un Pronto Soccorso

funzionante ed una Terapia

intensiva, con due posti letto.

Adesso che cosa succederà?

La città è sfinita, stanca

di vivere nell’incertezza.

Anche se tutti si sono detti

sicuri che ogni venafrano è

disposto a difendere l’ospedale,

come Polo attrattivo

specializzato e di riferimento

anche extraregionale. Soprattutto

in casi di grave

emergenze. Com’è successo

anche recentemente, quando

una squadra di chirurgia

del SS Rosario ha salvato la

vita ad un trentanovenne

venfrano che aveva i minuti

contati. Il fuoco cova sotto

la cenere e potrebbe espoldere

da un momento all’altro.

La partita non è finita.

Forse è appena iniziata sotto

altra miccia, ancora più

pericolosa

Nuovomolise

 

Nella categoria SanitàComments (1)

Ospedale, Venafro getta la spugna

Siamo ormai alla stretta finale

per il futuro del SS Rosario,….. Leggi tutto

Nella categoria Cronaca, SanitàComments (4)

Ospedale, a giugno chiude Chirurgia

I medici saranno trasferiti al Veneziale, incertezza sul destino degli infermieri Leggi tutto

Nella categoria SanitàComments (1)

‘Buco’ nei conti della sanità: aumentano le tasse. Ecco cosa accadrà

Per il momento non è facile fare i conti. Ma, ad occhio e croce, ai molisani l’allegra gestione della sanità regionale potrebbe costare almeno 100 euro in più di tasse e imposte.
 
Gli esperti sono al lavoro per prevedere ciò che potrebbe accadere. E i primi calcoli parlano di una mini stangata di 60 euro per l’addizionale Irpef che pagheranno tutti i contribuenti. Non solo. Aumenterà anche l’Irap, l’imposta dovuta da chi ha un’attività produttiva, che sarà ancora più pesante: per un lavoratore autonomo l’aumento ammonta a circa 45 euro, per le società di persone sarebbe in media di circa 130 euro, per le grandi imprese i numeri sono molto più consistenti. Se il governo confermerà il suo orientamento, l’aumento sarà automatico e riguarderà, per il momento, Molise, Campania, Lazio e Calabria. La Sicilia, almeno sulla carta, ha chiuso i conti della sanità del 2009 addirittura in attivo per circa 26 milioni di euro. Ma l’aumento di Irap ed Irpef potrebbe non essere sufficiente per il Molise, i cui numeri sono esigui in termini di abitanti. Ad imporre questo incremento è stata l’ultima legge finanziaria nella quale c’è il cosiddetto ‘Patto per la Salute”. In caso di disavanzo sanitario scatta aumaticamente un aggravio dell’addizionale regionale Irpef di 0,30 punti percentuali e dell’Irap di 0,15 punti percentuali. Per chi sfora sulla Sanità non vale più il blocco dell’addizionale Irpef e nemmeno il tetto all’Irap che è del 4,82% e che ora potrà quindi salire al 4,97%. L’addizionale regionale Irpef è l’imposta viene pagata da tutti i contribuenti residenti nella regione e si somma alle normali aliquote applicate dal “fisco statale”. Attualmente il Molise e le altre tre regioni interessate applicano attualmente un’aliquota Irpef dell’1,40% e che quindi salirebbe a 1,70%. Le altre regioni, invece, non potranno variare le loro aliquote, “congelate” dalle ultime finanziarie. In gran parte delle regioni si pagherà così lo 0,9% (Basilicata, Province autonome di trengo e Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Toscana, Valle d’Aosta) mentre in altre rimarranno aliquote differenziate in base al reddito. L’Irap è invece l’imposta che si applica alle attività produttive che hanno sede in una regione. Non si applica sul “reddito” ma sul “valore aggiunto”, non consentendo di scaricare alcuni costi, come quelli del lavoro o di eventuali indebitamenti. In questo modo l’imposta viene pagata da tutte le imprese e da tutti i lavoratori autonomi. In Molise attualmente l’aliquota è del 3,9 e dovrebbe salire al 4,05. Ma l’aumento potrebbe essere ancora più consistente. Per le grandi imprese e per le società di capitale con un imponibile medio di 727.000 euro scatterebbe un aumento di 1.050 euro di Irap. Secondo i dati forniti dal ministero della salute, la Regione Molise per l’anno 2009 presenta un risultato di gestione negativo al quarto trimestre di circa 80 milioni di euro, che sommato al trascinamento di una perdita 2008 di circa 30 milioni, porta ad un totale di disavanzo da coprire di circa 110 milioni di euro. In parte tale disavanzo è stato coperto con gli aumenti già introdotti lo scorso anno: Irap, Irpef, accisa sulla benzina ecc. hanno prodotto maggiori entrate per circa 40 milioni di euro. Insufficienti a coprire tutto il “buco”. I 67 milioni di euro che mancano all’appello saranno coperti dai fondi FAS che erano destinati allo sviluppo delle aree più deboli della regione. Ma per il 2010 non ci saranno più “regali”. Perciò il governo nazionale, prima di autorizzare la spesa dei fondi FAS, intende imporre alle regioni l’aumento delle imposte e delle tasse, in modo da avere i soldi per coprire il prevedibile disavanzo che si produrrà a fine 2010.

ALTROMOLISE

Nella categoria Cronaca, SanitàComments (3)

Deficit della sanità, arriva la ‘stangata’ per i molisani

Dicono che Michele Iorio ad un certo punto ha perso la sua proverbiale calma.
 
E’ diventato scuro in volto ed ha contestato apertamente Berlusconi e i suoi ministri. “Assurda, iniqua e incomprensibile”: il quotidiano “La Repubblica” riporta virgolettate le parole con le quali proprio Iorio ha “bollato” la decisione del Governo nazionale di imporre alle regioni “canaglia” di aumentare le tasse fino al totale ripianamento del deficit sanitario. Lazio, Campania, Calabria, Sicilia e Molise non hanno scampo. Il governo, dopo aver promesso di “sanare” la situazione del 2009 destinando al ripianamento una parte dei fondi Fas, ha fatto marcia indietro e non intende più regalare questo “bonus”. Che quindi dovranno cavarsela da sole. Il Consiglio dei ministri ha detto no all’utilizzo dei fondi Fas per il ripianamento dei deficit sanitari delle Regioni. Quei soldi restano “congelati” e potranno essere rimessi sul tavolo solo dopo che le Regioni, autonomamente, avranno ripianato il deficit della sanità con maggiori entrate fiscali. Questo significa che a pagare saranno i cittadini. Tutti i contribuenti, con l’aumento incontrollato dell’Irpef e dell’accisa sul carburante, e le imprese che vedranno schizzare alle stelle la quota dell’Irap riservata alle regioni. Insomma il buco prodotto in dieci anni di malgoverno della sanità finirà, come al solito, sulle spalle dei cittadini e le conseguenze della “stangata” si faranno sentire soprattutto su pensionati, lavoratori dipendenti ed imprenditori. QUesti ultimi si preparano ad una “fuga” dal Molise perché per molte aziende, soprattutto in questo momento di crisi, è praticamente impossibile sopportare ulteriori costi. C’è la vicina Puglia pronta ad ospitare aziende molisane. Nel mirino del governo è finito anche l’Abruzzo, ma la situazione dei conti della sanità abruzzese è decisamente migliore di quella delle altre cinque regioni finite nel mirino del governo e per il momento l’Abruzzo potrà evitare di ritoccare le aliquote. Naturalmente l’aumento prevede la possibilità di superare il tetto previsto per legge e che aveva l’obiettivo di impedire l’aumento indiscriminato delle tasse regionali. La riunione del Consiglio dei ministri, assente Berlusconi, è stata presieduta da ALtero Matteoli. E se gli altri presidenti hanno potuto invocare delle giustificazioni parlando, come ha fatto il neopresidente della Calabria, Scopelliti, del “risultato della pessima gestione della cosa pubblica che abbiamo ricevuto in eredità”, per Iorio questo non è stato possibile visto che praticamente la sanità molisana lui la gestisce direttamente almeno dal 2001 ma ci ha messo il naso e lo zampino a partire dal 1995. Nel comunicato pubblicato al termine del Consiglio dei ministri si legge che “In considerazione del mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dai piani di rientro e dagli equilibri di finanza pubblica, il Consiglio ha concordato circa l’impossibilità di esprimere l’intesa prevista dall’art.2, comma 90, della legge finanziaria per il 2010 e di non potere pertanto consentire alle Regioni Lazio, Campania, Molise e Calabria di utilizzare le risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate, relative ai programmi di interesse strategico regionale, a copertura dei deficit del settore sanitario. Hanno partecipato alla discussione i presidenti delle Regioni interessate”. Lo scenario drammatico che da tempo si annunciava e che alcuni esponenti dell’opposizione avevano prefigurato si sta dunque realizzando. Riuscirà Iorio ad uscire indenne anche da quest’altra “batosta” che arriva a poco più di un anno dalle elezioni regionali?

ALTROMOLISE

Nella categoria Politica, SanitàComments (1)

Inagibilità del Veneziale Presentato l’esposto

Polo o non Polo?

Nel dubbio i componenti

del Comitato SS Rosario,

guidati dal presidente

 

 

Gianni Vaccone

ieri mattina hanno consegnato

alla Procura della Repubblica

di Isernia l’espostodenuncia

sull’ospedale Veneziale

di Isernia. Tra l’altro

l’esposto reca la firma

di migliaia di cittadini del

venafrano. Oltre che dello

stesso sindaco

Cotugno che appose la

firma nel corso dell’ultima

manifestazione di piazza,

tenuta a metà marzo. L’esposto

è stato inviato per

conoscenza anche al Capo

dello Stato ed al Presidente

del Consiglio. Oltre che al

Ministero della Protezione

Civile ed ai Nas, vari Enti

ed Istituzioni e persino a

Striscia La Notizia

ed alleIene due note trasmissioni

d’inchiesta di Canale 5. Ma

anche di

due note trasmissione della

Rai 3 (tanto per non scontentare

nessuno). L’esposto

chiede di sapere quali garanzie

offre soprattutto il

Veneziale, in termini di sicurezza

antisismica e di

agibilità. «Ho depositato le

carte al Tribunale di Isernia,

inviando tutto anche

ad altri soggetti istituzionali.

, due note trasmissioniReport e Ballarò,Ho depositato le- dichiara il presidente

Vaccone -non era piu’

tempo di aspettare, perchè

al SS Rosario stiamo perdendo

tutto. La mia iniziativa

non è contro nessuno,

ma è semplicemente a favore

dei malati e dell’intera

collettività. Per salvaguardare

quanto di buono c’è

già, senza aggravi per la

spesa pubblica

. Come finirà? Adesso competeorgani inquirenti accertare

lo stato dei fatti. E prendere

eventuali provvedimenti.

Per intanto noi, come Comitato,

organizzeremo un

prossimo incontro pubblico

presso il Centro Sociale

don Orione ( don Salvatore).

In quella sede decideremo

anche le prossime azioni

popolari da fare. Non

sono escluse iniziative eclatanti,

come il blocco delle

strade e della circolazione.

Fino a quando non avremo

carte scritte, che testimoniano

che il nostro ospedale

sarà rilanciato e soprattutto

non perderà il ruolo

di assistenza nelle più gravi

emergenze. Inoltre coinvolgerò

stampa e televisione

su tutte le iniziative in

atto.

Nella categoria Cronaca, SanitàComments (4)

’Tagli’ al «Ss Rosario» Lettera a Napolitano

Tempeste

dopo il Piano Sanitario. Il

presidente del Comitato

«SS Rosario», Gianni Vaccone,

annuncia che in queste

ore invierà un espostodenuncia

alla Procura della

Repubblica di Isernia.

Tra l’altro firmata, oltre

che da migliaia di cittadini

venafrani, anche dal sindaco

Nicandro Cotugno,

nel corso dell’ultima manifestazione

di piazza. Ma

non è finita qui. Il presidente

Vaccone invierà la

 

 

 

Striscia

la Notizia

 

 

ed alle Iene, popolari

trasmissioni di Mediaset.

Ed ancora alla Protezione

Civile, alla Presidenza

della Repubblica (Giorgio

Napolitano), alla Presidenza

del Consiglio dei Ministri

(Silvio Berlusconi), ai

vari referenti ed Istituzioni

nazionali e regionali.

Insomma si rischia di

creare un vero e proprio

«tornado». Capace di fare

«piazza pulita» di tutto

quello che incontra. La denuncia

è fondata soprattutto

su documenti, atti e

delibere, tra cui quella dei

Vigili del Fuoco, che dimosterebbero

la totale inagibilità

ed insicurezza dell’ospedale

«Veneziale» di

Isernia.

Vaccone è intenzionato

a denunciare eventuali

ipotesi di reato ed omissioni,

in relazione a normative

di legge stringenti. Che

riguardano la sicurezza

delle strutture pubbliche,

in particolare degli ospedali.

Nella relazione di Vaccone

si allegano anche articoli

di stampa. Oltre che

note scritte da tecnici sulla

consistenza dell’edificio

che ospita il Veneziale,

senza trascurare anche il

terreno “franoso” e ricco

d’acqua su cui poggia.

Nella carte allegate c’è

anche una relazione che

certifica come l’edificio che

ospita il «SS Rosario», sia

di recente costruzione e

perfettamente a norma.

Soprattutto nella resistenza

da eventuali sollecitazioni

simiche, avendo

un’intelaiatura in ferro.

Nuovomolise

 

 

Nella categoria Comune, Cronaca, SanitàComments (3)

Venafro: incontro istituzionale per Ospedale “SS. Rosario”

Scritto da Massimiliano Di Vito Consigliere Comunale Venafro   

Si è svolto lo scorso 21 aprile un incontro istituzionale teso a far chiarezza, definitivamente, sulle sorti dell’Ospedale “SS. Rosario” di Venafro nell’ottica del piano di razionalizzazione della sanità molisana. Alla riunione erano presenti il Presidente della Regione Molise, Michele Iorio, il Sindaco di Venafro, Nicandro Cotugno e il Consigliere Comunale di Venafro, Massimiliano Di Vito, che aveva chiesto, nelle ultime settimane, lumi sul futuro del presidio venafrano. Il presidente Iorio ha sgombrato definitivamente i dubbi sulla sorte del nosocomio cittadino, confermando ancora una volta l’intenzione di potenziare le “eccellenze” dell’ospedale, in primis il reparto di ortopedia, con la creazione di un alto polo specialistico attrezzato per ospitare anche utenze extraregionali.

Ampie rassicurazioni sulla permanenza dei reparti di Pronto Soccorso e Rianimazione, aperti per 24 ore al giorno compreso tutti gli ambulatori . Un piano, quello illustrato dal Presidente della Regione, ampiamente condiviso, da un anno a questa parte non solo dal comitato cittadino, ma anche dal personale medico e paramedico della struttura venafrana e che quindi dovrebbe portare al rasserenarsi del clima, particolarmente agitato nell’ultimo periodo. “Ho chiesto personalmente un incontro con il presidente Iorio e il sindaco Cotugno” afferma il consigliere Di Vito“ per fare chiarezza, nell’interesse dei cittadini dell’intero hinterland venafrano, sulla permanenza dello “status” di ospedale del SS. Rosario. Le preoccupazioni della popolazione e il rischio di chiusura di un presidio di notevole valenza strategica mi hanno indotto a cercare ed ottenere, con grande soddisfazione, certezze per il futuro. Ritengo che quando si parla di un bene primario quale la salute, la politica non possa fermarsi alle fazioni politiche o ai contrasti “personali” sottolinea Di Vito ma penso che maggioranza e opposizione debbano lavorare all’unisono per garantire gli interesse dei cittadini, che poi è il senso primario del nostro mandato.

Al termine dell’incontro il presidente Iorio mi ha anche confermato che gli interventi economici previsti per la realizzazione delle opere pubbliche in cantiere a Venafro non subiranno rallentamenti, ma anzi, la città inizierà ben presto la fase di restyling attesa da troppi anni. Sono convinto che gli impegni assunti dal presidente Iorio nel corso dell’incontro saranno onorati soprattutto in considerazione dell’alto profilo politico già dimostrato, che ha ben accolto le richieste unanimi della maggioranza e della minoranza unite rispetto al sentito problema della sanità del comune di Venafro. Nella piena fiducia di quanto assicuratoci rimango sereno nell’attesa che il clima di preoccupazione sviluppatosi nella comunità di Venafro possa diradarsi in pieno favore delle attese della stessa comunità.

Nella categoria Cronaca, SanitàComments (4)

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

Nessuna garanzia per il Pronto Soccorso, che per il momento scompare e che successivamente dovrebbe essere ridimensionato e rientrare, come semplice “punto di stabilizzazione”, in un non meglio definito “progetto” che non si sa chi dovrà elaborare e quando. Leggi tutto

Nella categoria Cronaca, SanitàComments (0)

Ospedale, operazione salvezza Il vertice con la Mastrobuono

Vaccone: “Cotugno è fiducioso, se sbaglia dovrà dimettersi” Leggi tutto

Nella categoria SanitàComments (3)

Tra questi politici locali, il vostro preferito è?


Antonio Sorbo


Massimiliano Scarabeo


Aldo Patriciello


Nicandro Ottaviano


Mario Pietracupa


Nicandro Cotugno



Foto

DSC_6142 Edmondo Di Mambro DSC_6161 DSC_0202 [1600x1200] 1231274522-cow in car 1 WEBSITE DSC_0194 [1600x1200] DSC_6167 DSC_0310 [1600x1200] DSC_6160 DSC_0220 [1600x1200]