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Antonio Sorbo

Consigliere di minoranza, capogruppo di “Città Nuova”

Insegnante e giornalista professionista.   Ha fondato e  dirige ancora oggi, il quotidiano telematico “Altromolise”.
Nel 2001 ha vinto il Premio giornalistico nazionale ”Gabriele Adani” di Zocca (Modena)(http://www.provincia.modena.it/page.asp?IDCategoria=6&IDSezione=945&ID=19882)  per la sezione riservata ai quotidiani nazionali e locali con un articolo scritto per “Nuovo Molise”. Nella sua ultraventennale attività giornalistica ha collaborato con numerose testate nazionali e locali tra cui i quotidiani “Il Messaggero” di Roma, “Il Tempo” di Roma, il “Roma” di Napoli, “Europa” di Roma, il settimanale “Panorama” edito da Mondadori, Rai Molise, Telemolise, TVI Teleisernia, i mensili nazionali “Blu Jazz” e “Jazz” di Roma. E’ tra coloro che hanno collaborato al best-seller “La casta”, il libro-inchiesta di Gianantonio Stella e Sergio Rizzo che nel 2007 è stato il libro più venduto in Italia. Negli ultimi anni si è distinto, come editorialista, per i suoi interventi sulla situazione politica regionale e per alcune inchieste giornalistiche come quelle sull’abuso dell’utilizzo dei consulenti esterni da parte dell’attuale presidente della Regione Iorio, sugli intrecci tra affari e politica che si nascondono dietro la costruzione delle centrali turbogas nel Molise, sulle inchieste giudiziarie “Piedi d’argilla” e “Black hole”, sulla situazione della sanità regionale, sull’erogazione di fondi da parte della Regione ad aziende poi fallite, sulle strane vicende legate al passaggio di proprietà della “Molisana”, sulle anomalie della distribuzione dei fondi dell’art. 15, sulla ricostruzione post terremoto, sugli enti sub-regionali, sul traffico di scorie radioattive e di rifiuti pericolosi verso il Molise e, tra le ultime, per quella sulla gestione dei soldi pubblici negli interventi sul sito archeologico di San Vincenzo al Volturno. Le inchieste più importanti da lui pubblicate tra il 2003 e il 2007 sono state raccolte in un libro intitolato “L’@ltro Molise” e pubblicato dalla casa editrice “Il bene comune” di Campobasso nel 2007, che ha ottenuto numerose critiche positive ed è andato esaurito nelle librerie. E’ tra gli autori della pubblicazione in tre volumi “Campobasso, capoluogo del Molise”, edito nel 2009 a cura del Comune di Campobasso.

Pur essendosi sempre riconosciuto nelle posizioni della sinistra, non è mai stato iscritto ad alcun partito politico fino al 2010, quando ha aderito a “Sinistra Ecologia Libertà”. Nel 2005 è stato tra i fondatori dell’associazione “Città Nuova” che si è presentata con una propria lista civica, guidata da Emilio Pesino, alle elezioni comunali di Venafro dell’aprile del 2005 che ha ottenuto circa 2.300 voti, piazzandosi al secondo posto e precedendo la lista del sindaco uscente Enzo Bianchi. Candidatosi come consigliere, con 267 preferenze personali Antonio Sorbo è risultato il primo eletto non solo della sua lista ma anche tra i candidati di tutte le liste in competizione. E’ stato capogruppo di “Città Nuova” in Consiglio comunale, dove si è distinto nei tre anni di durata della legislatura per le sue battaglie a difesa della legalità e dell’ambiente. Ha presentato decine di interpellanze, interrogazioni, mozioni, ordini del giorno e proposte di deliberazione. Tra le sue iniziative più significative vanno segnalate la deliberazione, approvata all’unanimità, per l’istituzione del consigliere comunale straniero aggiunto, la delibera che istituisce la figura dell’ispettore ambientale. Con il collega di gruppo, Emilio Pesino, ha collaborato alla elaborazione degli emendamenti al Piano Sanitario Regionale finalizzati a scongiurare la chiusura dell’ospedale “Ss. Rosario” di Venafro, alla stesura della proposta di legge regionale per l’istituzione del Parco regionale dell’Olivo di Venafro, approvata successivamente dalla Regione che ha istituito il Parco, e alle proposte per salvare la Sala Panel. E’ stato il principale artefice, insieme al nuovo direttore della biblioteca comunale, del recupero, da parte del Comune di Venafro, di circa duemila volumi della cosiddetta “eredità Morra” che sono stati acquisiti dalla Biblioteca comunale e sono divenuti pertanto patrimonio della collettività venafrana. Tra le altre cose è stato tra i firmatari del protocollo d’intesa per il recupero del Verlasce, è stato tra gli organizzatori del Convegno nazionale su Leopoldo Pilla, tenutosi a Venafro nell’ottobre 2005, è stato tra i principali artefici della definizione della vicenda legata alla messa in sicurezza della scuola elementare di Via Colonia Giulia, i cui lavori, grazie anche al suo tenace impegno,sono stati avviati. Determinante l’intervento del gruppo di “Città Nuova”, su iniziativa di Sorbo, per la rimodulazione dei parcheggi a pagamento da parte dell’Amministrazione comunale e per il riavvio delle procedure per l’espletamento dei concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato di due tecnici. Nella passata legislatura si è distinto per la continua attività di verifica dei bilanci dell’ente contribuendo a far emergere il pesante “buco” nei conti del Comune. Le sue iniziative in relazione alle questioni di bilancio hanno trovato spazio sulla stampa specializzata, come dimostra un articolo del “Sole 24 Ore” circa il pronunciamento della Corte dei Conti che, recependo un esposto di Sorbo, ha creato un precedente unico in Italia. La sua azione è stata sempre finalizzata al rispetto della legalità nella gestione della cosa pubblica e in questa direzione ha ottenuto significativi risultati in riferimento alla gestione di alcuni lavori pubblici, a questioni di natura urbanistica e all’erogazione di fondi per la ricostruzione post-terremoto. Dal 2005 al 2008 è stato consigliere della Comunità Montana del Volturno in rappresentanza del Comune di Venafro come indipendente di sinistra ed ha fatto parte, su indicazione dell’assemblea, della Commissione speciale denominata dei “cinque saggi” che ha proceduto ad elaborare il nuovo regolamento per il funzionamento del Consiglio comunitario. E’ stato tra i promotori della mobilitazione che ha portato all’approvazione del Piano Energetico Ambientale Regionale. Ha aderito al Comitato “Valle del Volturno” e in questi anni è stato in prima linea nella lotta contro l’insediamento nell’area venafrana delle due centrali turbogas proposte da altrettante società private e contro altri progetti che avrebbero potuto mettere a rischio l’ambiente e la salute dei cittadini. Alle elezioni regionali del novembre 2006 è stato candidato come indipendente nella lista dei Democratici di Sinistra risultando il secondo dei non eletti nella circoscrizione provinciale di Isernia alle spalle del consigliere regionale eletto Danilo Leva e di Candido Paglione, capogruppo uscente dei Ds alla Regione. In quella competizione ha ottenuto 851 preferenze nella provincia di Isernia. A Venafro, con 517 preferenze personali, è risultato il terzo più votato dopo Mario Pietracupa (Udc) e Nicandro Ottaviano (IdV). Nel 2008 è stato candidato sindaco a Venafro per la lista di “Città Nuova” ottenendo, con tre liste in competizione, circa 1.500 preferenze con una percentuale del 20%. Riconfermato capogruppo di “Città Nuova” in Consiglio comunale, si è distinto negli ultimi due anni per la battaglia a difesa dell’ospedale di Venafro. Nell’ambito dei PISU, una sua proposta sulla promozione delle energie rinnovabili, è stata inserita nel piano strategico del PISU di Venafro. Il 29 marzo del 2009 ha partecipato, come indipendente indicato da “Sinistra e Libertà”, alle primarie per la scelta del candidato alla presidenza della Provincia di Isernia vincendole con 1.449 preferenze e superando gli altri quattro concorrenti in lizza. Alle elezioni provinciali del 6 e 7 gugno 2009, guidando una minicoalizione formata da PD, Sinistra e Libertà e Comunisti, ha ottenuto il 18% dei voti raccogliendo 9.934 voti. In totale erano cinque i candidati alla presidenza della Provincia. Eletto consigliere provinciale, ha aderito al gruppo di “Sinistra e Libertà” di cui è attualmente capogruppo in Consiglio provinciale. Nell’estate del 2009 ha fondato l’associazione politico-culturale “La Provincia dei Cittadini”. Ha quindi aderito a “Sinistra Ecologia Libertà – Con Nichi Vendola” di cui è attualmente portavoce provinciale di Isernia. Negli ultimi mesi è stato fortemente impegnato nella campagna referendaria sui tre quesiti contro la privatizzazione dell’acqua raccogliendo centinaia di firme.

Per ulteriori informazioni visita il blog  http://www.antoniosorbo.it/index.php?q=node/2

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Aldo Patriciello

Nel 1979 Aldo Patriciello inizia l’attività politica nella Democrazia Cristiana nella quale diventa responsabile del Movimento Giovanile regionale.Dal 1983 al 1992 ricopre la carica di assessore ai lavori pubblici e di vicesindaco di Venafro. Dal 1993 al 1995 è consigliere comunale, sempre nella sua città. Nel 1995 viene eletto con i Popolari al consiglio regionale dove ricopre la carica di presidente della II commissione permanente. Dall’8 agosto 1997 al 24 febbraio 1999 è assessore con varie deleghe: bilancio, patrimonio, gestione urbanistica, informatica e programmazione. Torna poi tra i banchi del consiglio regionale come componente della III commissione permanente.

Nel febbraio del 1998 i consiglieri regionali del Partito Popolare Italiano molisano, guidati da Michele Iorio, sfiduciano la giunta regionale, sostenuta da due anni dalla coalizione de L’Ulivo, provocando l’immediata reazione del segretario nazionale Franco Marini che espelle dal partito vari esponenti, tra i quali Iorio e Patriciello[12]. Successivamente Iorio, Patriciello e altri lasciano il gruppo consiliare del PPI per entrare nel gruppo misto[13].

Nel 2000 Patriciello viene eletto nuovamente al consiglio regionale dove ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio Regionale, oltre ad essere componente della I Commissione permanente: ordinamento e organizzazione amministrativa.

Nel 2001 Patriciello diventa segretario regionale di Democrazia Europea in Molise, e nel novembre dello stesso anno il partito ottiene il 13,7% di voti alle elezioni regionali[14][15][16]. La nuova giunta regionale è presieduta da Michele Iorio, di Forza Italia, mentre Patriciello ne è il vicepresidente, con delega alle attività produttive ed alle politiche agricole. Secondo una successiva affermazione di Paolo Cirino Pomicino, in occasione di queste elezioni regionali Patriciello aiuta Italia dei Valori a raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali[17].

Avendo anche la delega all’assetto del territorio, Patriciello appena entrato in carica (nel febbraio del 2002) firma una lettera indirizzata al Servizio Sismico Nazionale della Dipartimento della Protezione Civile per portare a termine la riclassificazione sismologica di tutti i comuni della regione, già avviata dalla giunta precedente e nel luglio successivo partecipa a una riunione a Roma sull’argomento; qualche mese più tardi, quando il terremoto del 31 ottobre colpisce il Molise, non sono ancora stati presi provvedimenti e sorge una polemica tra il dipartimento e la regione[18][19][20].

Nel dicembre del 2002 Democrazia europea si scioglie per partecipare alla fondazione dell’UDC, insieme al CCD e al CDU e Patriciello diventa membro della Segreteria regionale del nuovo partito.

Nel luglio del 2003 la giunta regionale si sciolgie ma la crisi viene superata dopo alcuni giorni e Patriciello continua a far parte dell’esecutivo della Casa delle Libertà presieduto da Michele Iorio[21].

Nel settembre del 2004 Patriciello e altri assessori dell’UDC lasciano la giunta regionale, a seguito di una riforma sanitaria voluta da Forza Italia[22]. In tale periodo Patriciello è capogruppo dell’UDC nel consiglio regionale del Molise, ed entra nella Direzione nazionale come Responsabile del Dipartimento Politiche per il Mezzogiorno. Inoltre, Clemente Mastella dell’UDEUR cerca di convincerlo a passare a L’Unione[23].

Nel giugno del 2008 Patriciello lascia l’UDC per aderire al Popolo della Libertà[24][25].

Parlamentare europeo

Diventa deputato al Parlamento europeo nel maggio 2006 per la lista dell’UDC nella circoscrizione Italia meridionale, dopo la rinuncia del segretario Lorenzo Cesa, nel frattempo eletto deputato nazionale (anche Patriciello si era candidato alla Camera): si iscrive al gruppo del Partito Popolare Europeo. Alle elezioni del 2004, Patriciello aveva ottenuto quasi 68 mila preferenze.

Durante questo primo mandato Patriciello è Vicepresidente della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e membro sia della Commissione per il controllo dei bilanci che della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Bulgaria; inoltre è membro sostituto della Commissione per i trasporti e il turismo e della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l’Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia)[26].

Nell’ottobre del 2007 Patriciello è tra i parlamentari europei che approvano il rapporto di Marco Cappato per l’uso a fini terapeutici dell’oppio prodotto in Afganistan[27].

La percentuale di presenze in plenaria di Patriciello nel corso del suo primo mandato è del 58%[28], non è mai intervenuto in plenaria, ha presentato 25 interrogazioni, molte sul natio Molise, ed è uno dei pochi a cui hanno tolto l’immunità parlamentare[29].

Nell’aprile del 2009 viene inserito nella lista elettorale del PdL per la circoscrizione dell’Italia meridionale[30] e alle elezioni del 6-7 giugno viene eletto con 113924 preferenze[31].

All’inizio della nuova legislatura, il 16 luglio, Patriciello viene eletto membro sia della Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia (ITRE) che della Commissione per il controllo dei bilanci (CONT) e membro sostituto della Commissione per lo sviluppo regionale (REGI). Inoltre viene nominato tesoriere della delegazione italiana del gruppo del Partito Popolare Europeo[32].

Procedimenti giudiziari

Condannato definitivamente in Cassazione a quattro mesi per un finanziamento illecito: all’inizio degli anni ’90 diede 16 milioni di lire a un politico amico.

Inchiesta Piedi d’argilla

Nel dicembre del 2004 Patriciello riceve un avviso di garanzia e suo fratello Gaetano (detto Saddamm), costruttore edile, viene arrestato insieme ad altre tre persone nell’ambito una inchiesta sulla costruzione della Variante di Venafro della Autostrada A14-A1 Termoli-San Vittore del Lazio, la cosiddetta Autostrada del Molise, un’opera di nove chilometri a quattro corsie appaltata per 55.669.471,69 di euro.

L’inchiesta viene denominata «Piedi d’argilla» in quanto i piloni dei viadotti della variante sono stati costruiti con materiale scadente. Secondo l’ordinanza del gip di Campobasso, Giovanni Fiorilli, che ha accolto le quattro richieste d’arresto avanzate dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia Nicola D’Angelo, nei cantieri di Gaetano Patriciello viene aggiunto materiale vario come fango e legno al calcestruzzo e suo fratello utilizza la sua influenza per evitare che i controlli rivelino tale truffa. Inoltre, dalle indagini (condotte dal tenente dei Carabinieri Antonio Bandelli, comandante della compagnia di Venafro) e dalle intercettazioni telefoniche, risulta che i Patriciello hanno dei legami con alcuni esponenti della ’ndrangheta, appartenenti alla ’ndrina Comberiati-Garofalo diPetilia Policastro, che imperversano nella zona di Venafro e hanno sostenuto Patriciello in occasione della campagna elettorale per le elezioni del Parlamento europeo, facendogli ottenere circa seimila preferenze in Calabria. In particolare, uno di questi, Antonio Curcio, è stato messo dai Patriciello alla direzione di una loro azienda[37][38][39]. Patriciello si dimette dalla giunta regionale[40]. Successivamente viene rinviato a giudizio[41].

Nel luglio del 2006 la Direzione Investigativa Antimafia, su ordine della procura distrettuale di Campobasso, perquisisce il Comando generale dei Carabinieri nell’ambito di una indagine sulle manovre per screditare e far trasferire il tenente Bandelli e il collega capitano Fabio Moscatelli, comandante della compagnia di Termoli.

Il capitano Moscatelli ha condotto l’inchiesta «Black Hole», disposta dalla Procura di Larino, sul deputato locale Remo Di Giandomenico (UDC) e la moglie di questi Patrizia De Palma, gravemente coinvolti nella gestione illecita dell’Azienda sanitaria locale e successivamente arrestati insieme ai vertici dell ASL, ed è stato inviato in Kosovo e a Nasiriya pur non conoscendo l’inglese e infine allontanato da Termoli. La perquisizione effettuata dalla DIA vuole accertare quali «alte autorità istituzionali» sono intervenute presso il Comando generale dei Carabinieri sollecitando il trasferimento dei due ufficiali che hanno indagato sui due deputati molisani del partito di Pierferdinando Casini, allora presidente della Camera dei deputati[42].

Dopo un primo conflitto territoriale, la Cassazione assegna l’inchiesta «Piedi d’argilla» alla Procura di Isernia che nel maggio del 2008 invia gli avvisi di conclusione indagini e l’11 settembre 2008 la richiesta di rinvio a giudizio. La variante, per conto suo, viene inaugurata nell’ottobre del 2008. Nel febbraio del 2009 l’inchiesta «Piedi d’argilla» giunge in udienza preliminare al Tribunale di Isernia e il Gup Andrea Penta decide il trasferimento dell’inchiesta alla Procura di Cassino in quanto il reato di falso ideologico sarebbe stato commesso nella certificazione del calcestruzzo utilizzato nei piloni da parte della Geolab, società che ha sede a San Vittore del Lazio. Allo stato attuale gli indagati sono otto: Aldo Patriciello (che non aveva potuto partecipare alla precedente udienza del 15 gennaio per impegni istituzionali), suo fratello Gaetano, Francesco Furner, Anna Maria Pirollo, Francesco Pirollo, Cesare Di Bucci, Orlando Pallotta e Massimo Zullo. L’avvocato Arturo Messere rappresenta l’ANAS che si era costituita parte civile nella precedente udienza, lamentando un danno di sette milioni di euro. Dopo l’archiviazione di alcune accuse, i reati contestati sono: frode in pubbliche forniture, truffa e falso ideologico[43].

Il 9 aprile 2009 il giornalista Marco Travaglio nella copertina della trasmissione televisiva AnnoZero accenna a Patriciello e all’inchiesta «Piedi d’argilla» come esempio di politico pregiudicato che fa carriera; nel corso della puntata il conduttore Michele Santoro comunica alcune precisazioni fatte per telefono da Patriciello a suo discarico e contro i carabinieri che hanno indagato su di lui ma Travaglio le smentisce: i due carabinieri sono stati scagionati mentre Patriciello è imputato in udienza preliminare iniziata a gennaio, i lavori sono stati infine consegnati ma solo dopo una rilevante spesa per rinforzare i piloni dei viadotti[44].

Nel maggio del 2009 il pm di Campobasso Nicola D’Angelo, il coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, Marco Dinapoli e l’ex comandante dei carabinieri di Venafro Antonio Bandelli (nel frattempo promosso capitano e trasferito a Foggia) ricevono delle lettere anonime contenenti minacce di morte in relazione all’inchiesta[45].

Calunnia all’agente Stefania Di Clemente

Nell’agosto del 2007 Patriciello si fa notare per la sua insofferenza alle multe alle auto in divieto di sosta e e la sua diffidenza verso i carabinieri[46]. Nel corso di una discussione verificatesi alla presenza di alcuni carabinieri, intervenuti in relazione ad alcune multe per accertata violazione del codice della strada emesse dall’agente della polizia municipale del comune di Pozzilli, Stefania Di Clemente, nei confronti di automobilisti che avevano parcheggiato i propri veicoli nelle vicinanze dell’Istituto neurologico Mediterraneo “Neuromed”, Patriciello afferma che l’agente ha falsificato gli orari riportati sulle multe incolpandola del reato di falso materiale in atto pubblico, mentre per i carabinieri non risultano contraffazioni penalmente rilevanti. Il pm del Tribunale di Isernia ipotizza il delitto cui all’articolo 61, n. 10 e 368 del codice penale italiano (calunnia ad un pubblico ufficiale) ma Patriciello oppone la sua immunità di parlamentare. Il 5 maggio 2009 il Parlamento europeo approvando a larghissima maggioranza la relazione della Commissione giuridica (relatore Aloyzas Sakalas) riconosce che Patriciello non ha agito per proprio interesse, non intendeva insultare l’agente e ha espresso la propria opinione sul diritto dei cittadini di accedere agli ospedali e alle cure sanitarie, svolgendo il proprio dovere di deputato[47][48].

Processo per la Fondazione Paola Pavone

Nel gennaio del 2008 Patriciello è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata in concorso, abuso d’ufficio e malversazione ai danni dello Stato[49][50][51], insieme al cognato Mario Pietracupa e ad altre quattro persone: il prof. Erberto Melaragno, presidente della Neuromed, don Orlando di Tella, presidente della Fondazione Paola Pavone, Giovanni Di Renzo ex Direttore generale della Direzione Politiche sanitarie e sicurezza sociale della Regione Molise e Sergio Di Vico ex Direttore generale dell’ASL 3 di Campobasso.

Secondo l’ipotesi del pm del Tribunale di Campobasso, sotto la regia di Patriciello il prof. Melaragno e don Orlando di Tella hanno stipulato un contratto di comodato d’uso tra Neuromed e la Fondazione Pavone l’11 settembre del 2000 per consentire a Neuromed di gestire la casa di riposo della Fondazione, sita nel comune di Salcito, per farla diventare un centro di alta riabilitazione privato ed accreditato con la Regione, godendo di fatto di un finanziamento regionale di un miliardo e 400 milioni di lire che la Fondazione aveva ottenuto nel 1993 per realizzare la struttura a scopi assistenziali e attuando un mutamento della destinazione dell’immobile irregolare. Nel 2004, quando la struttura è pronta per iniziare l’attività riabilitativa in accreditamento con la Regione viene sequestrata dalla Procura e non entra mai in funzione. Il processo entra nel vivo nel marzo del 2009 con l’ascolto dei testimoni dell’accusa e l’acquisizione dei documenti raccolti dai Carabinieri sulla vicenda[52].

Anche in questo caso Patriciello ha invocata l’immunità ma il Parlamento europeo il 22 aprile del 2009, approvando a larghissima maggioranza la relazione della Commissione giuridica (relatore Aloyzas Sakalas), afferma che trattandosi di malversazioni di fondi pubblici e di reati urbanistici, e non di opinioni o di voti espressi nell’esercizio del mandato di deputato, l’immunità non può essere difesa[53][54].

Nel giugno 2010 è stato condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione dal Tribunale di Campobasso. Condannati alla stessa pena suo cognato Mario Pietracupa, attuale consigliere regionale nonché vicesegretario nazionale dell’Alleanza di centro, Erberto Melaragno, presidente del Neuromed e Giovanni Di Renzo, dirigente della Regione Molise. Condannato a 1 anno e 10 mesi anche don Orlando Di Tella per abuso d’ufficio e violazione di sigilli.

Fonte WIKIPEDIA VISITA IL LINK DELLA FONTE http://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Patriciello

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Massimiliano Di Vito

Consigliere d’opposizione Leggi tutto

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Enzo Bianchi

Consigliere (Capogruppo “Gruppo Il Patto”)

Il nostro caro “biancon”.. Ex sindaco di Venafro. Primario del reparto di Ortopedia del nostro ormai quasi inesistente ospedale. Chirurgo stimato e apprezzato. Negli anni in cui ha governato la citta’ non si e’ distinto per opere importantissime. Ricordiamo pero’ che il periodo non fu proprio una passeggiata a causa del terremoto del 2002 che  provoco’ parecchi danni alla nostra citta’,  con la chiusura di alcune scuole e di molti angoli storici  che ancora oggi non sono stati riaperti. Per  affrontare il problema principale ossia l’emergenza scuola, fece costruire tra mille polemiche il “Campo scuola Camelot”, che doveva essere solo una specie di “sosta d’emergenza” in attesa di un nuovo edificio scolastico  all’avanguardia,   il famigerato e tanto atteso Polo Scolastico.
Purtroppo pero’ a distanza di otto anni nulla di tutto cio’ e’ stato realizzato. A venafro purtroppo  l’emergenza diventa quotidianita’!

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Vincenzo Cotugno

Consigliere (Capogruppo “Gruppo Misto”) d’opposizione lista “Il Patto”

Imprenditore per professione. Ex sindaco di Venafro decaduto poi per incompatibilita’ in quanto parente stretto di imprenditori le cui società sono appaltatrici di opere del Comune(gruppo Patriciello).
Non si ricordano opere di particolare rilievo durante il suo operato, o almeno noi non ne ricordiamo. Ricordiamo pero’ l’arrivo del finanziamento di 3 milioni di euro destinati alla costruzione di una nuova scuola ma mai utilizzati e ora misteriosamente scomparsi nel nulla.

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Angela Maria Tommasone

Vicepresidente

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Nicandro Ottaviano

Consigliere regionale della regione molise (Idv)

Eletto nel 2006 in carica fino alla primavera prossima, il “muto di portanova” come allegramente è stato soprannominato negli ambienti politici venafrani e su questo portale, per la sua straordinaria capacita’ di non intervenire attivamente in nessuna questione, non esprimere nessun giudizio su nulla e non aver portato nulla di concreto alla citta’ di Venafro in questi anni di vita politica regionale.
Non si ricorda nulla di eclatante, appunto, nel suo operato tranne qualche sporadica apparizione nei cortei a difesa dell’ospedale.
Ha appoggiato anche lui la lista di “Venafro sara” alle amministrative 2008 ma sempre in modo eccellentemente anonimo.

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Massimiliano Scarabeo

Consigliere Regionale della Regione Molise

Eletto con La Margherita nel 2006 ex esponente di An, fuoriuscito dal Pd, per un lungo periodo molto vicino al Presidente Iorio e attualmente impegnato nel nuovo progetto politico del Partito della Nazione.
Si fece promotore a suo tempo di iniziative come l’istituzione del Parco Regionale dell’ulivo nella piana di Venafro e il riconoscimento sempre a Venafro di una Zona Franca Urbana.
Sostenitore nelle elezioni amministrative del 2008 della lista “Venafro sara’ “, lista trasversale che si proponeva di dare la vera svolta alla citta’ di Venafro, il definitivo “salto di qualità” come lui stesso lo defini’. Le promesse fatte dal consigliere regionale in persona durante la campagna elettorale del 2008  furono dettagliatamente queste:
1. Rafforzamento dell’ ospedale SS Rosario di Venafro con il ripristino dei reparti di Ostetricia/Ginecologia e Urologia.
2. Riconoscimento a Venafro di una zona franca urbana (dal 2006 al 2008 quindi ancora nulla di fatto riguardo a questa questione)
3.Concretizzazione della legge dull’Istituzione del Parco regionale dell’Ulivo.

Di tutto cio’ nulla e’ stato fatto anzi: Venafro e’ stata esclusa dalle zone franche urbane, l’ospedale sta per chiudere i battenti e il parco dell’ulivo ancora non trova una reale concretizzazione.
Il suo mandato alla regione terminera’ nella primavera prossima. Leggi tutto

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Michele Mascio

Consigliere con delega all’Organizzazione e Gestione Risorse Umane, Politiche comunitarie, Promozione sviluppo e sicurezza territoriale, Servizi cimiteriali. Leggi tutto

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RAIMONDO SANTILLI

Consigliere con delega alla Formazione Professionale, Università (Capogruppo “Gruppo Venafro Sarà”).
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Luigi Viscione

Consigliere con delega al Centro Storico, Terremoto Leggi tutto

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Alfonso Cantone

Assessore alla Polizia Municipale, Arredo Urbano. Leggi tutto

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Nicandro Boggia

Assessore alla Viabilità e Trasporti. Leggi tutto

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Roberto Oliva

Consigliere con delega alle politiche politiche sociali Leggi tutto

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Marco Valvona

Assessore all’Urbanistica e politiche giovanili
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Sergio Petrecca

Consigliere con delega all’ambiente. Leggi tutto

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Adriano Iannacone

Assessore al commercio , turismo e spettacolo Leggi tutto

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Claudio Petreccà

Assessore ai lavori pubblici o Conseiller pour les Travaux Publics Leggi tutto

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Benedetto Iannacone

Assessore al Patrimonio, al Bilancio, all’Istruzione Leggi tutto

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Chiara Capobianco

Vice Sindaco

A voi i commenti : Mi raccomando , commentate nel modo più civile e rispettoso possibile, lasciando fuori da questo blog la vita privata delle persone citate, grazie.

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Nico Palumbo

Presidente della Giunta Comunale Leggi tutto

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Nicandro Cotugno

Nicandro Cotugno:

Sindaco della Città di Venafro , per molti anni è stato facente funzioni e vicesindaco in qualche occasione , laureato in giurisprudenza è stato eletto primo cittadino per la prima volta alle scorse elezioni comunali del 2008.
Il suo slogan elettorale: Lo slogan della sua campagna elettorale era La Palazzina Liberty e quel famoso milione di euro di finanziamenti. Ama fare i plausi, il plauso per lui è una forma esistenziale, lui con il plauso mente a se stesso convincendosi di aver portato a termine cose che per la città non sono mai iniziate.

Questo era il discorso pre elezioni :

Vogliamo una città a “misura d’uomo” e vorremmo provarci noi a realizzare questo desiderio.

Per farlo abbiamo dato vita ad un progetto in cui persone guidate da una sana passione civile, da un diffuso spirito di servizio, da entusiasmo, competenza , professionalità hanno creduto e credono fortemente. Uomini e donne che, per origine, formazione ed esperienza politica sono diversi tra loro, eppure accomunati dalla condivisione di valori morali prima che politici, da uno sforzo di intenti e da un programma amministrativo incentrato esclusivamente sui problemi e sui bisogni del nostro territorio.

Vorremmo che la politica tornasse ad essere patrimonio comune, che ogni cittadino sentisse il bisogno partecipativo, sia di condivisione che propositivo.
Puntiamo a valorizzare la “questione morale” come aspetto più importante e fondamentale di questa esperienza politica; a diffondere la cultura e i valori della legalità, della trasparenza amministrativa e politica; alla riqualificazione della città e delle frazioni e alla valorizzazione del patrimonio pubblico. Migliorare la qualità della vita. È l’imperativo più importante. Per raggiungerlo occorrerà investire tempo, risorse materiali e finanziarie. Occorre dire da subito che bisognerà fare i conti con un’altra necessità imprescindibile: il risanamento del bilancio comunale, che passa necessariamente dalla vendita dei beni immobili al reperimento di altre risorse.

Dobbiamo restare coi piedi per terra e, il metodo di lavoro sarà quello di individuare e distribuire nell’arco dell’intera legislatura, le priorità da affrontare e concentrare le risorse disponibili per rendere efficiente e funzionale il servizio di volta in volta.

Non faremo promesse irrealizzabili ma, conoscendo bene la realtà in cui viviamo e avendo piena consapevolezza delle problematiche che la attanagliano cercheremo le soluzioni migliori per superarle.

Vogliamo una città in cui non ci si senta soli, una realtà in cui Sindaco e Assessori siano a contatto con le persone, sappiano ascoltare e operare senza pregiudizi.

Vita : Grande Sportivo ama la corsa  e lo sport in genere , partecipa a tutte le manifestazioni locali e si allena ogni giorno con il lancio della fascia tricolore , fino ad ora nessuno è riuscita a staccargliela  (l’avrà incollata alla pelle?).

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Carlo Potena

Dottore commercialista. Già candidato alle comunali del 2005 nella lista di “Città Nuova”, risultando il primo dei non eletti. E’ stato tra i fondatori di “Città Nuova” e ha ricoperto la carica di vicepresidente dell’associazione fino alla sua elezione in Consiglio comunale, avvenuta nel 2008 con un gran numero di preferenze personali. Laureatosi giovanissimo a Napoli in Economia e commercio, ha acquisito dopo la laurea diversi titoli professionali.  Esperto di diritto tributario, revisore contabile, revisore dei conti, consulente di importanti aziende private.E’ attualmente componente della commissione consiliare permanente “Affari generali”. Non è iscritto ad alcun partito politico.Al Comune ha messo più volte in difficoltà l’Amministrazione. E’ stato lui il principale artefice del mancato aumento dell’indennità al presidente del Consiglio comunale che sarebbe stata equiparata al compenso di un assessore: fu il primo atto di questa amministrazione. Una sua eccezione fece saltare la votazione del provvedimento che fu rinviata di qualche giorno, ma nel frattempo entrò in vigore una norma introdotta da Tremonti che non rese più possibile l’aumento. Grazie a quella sua azione il Comune di Venafro risparmia circa 12 mila euro l’anno. Inoltre ha fatto alcuni esposti alla Corte dei conti mettendo in difficoltà l’Amministrazione, come è accaduto per ben due volte con le deliberazioni della Corte che ha censurato il Comune in relazione ai bilanci di previsione con particolare riferimento alla questione della Neptun.

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Tra questi politici locali, il vostro preferito è?


Antonio Sorbo


Massimiliano Scarabeo


Aldo Patriciello


Nicandro Ottaviano


Mario Pietracupa


Nicandro Cotugno



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