Un racconto affascinante nello splendido scenario del ponte che i Venafrani non vedevano da quattrocento anni Leggi tutto
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Scritta il 23 luglio 2010.
Un racconto affascinante nello splendido scenario del ponte che i Venafrani non vedevano da quattrocento anni Leggi tutto
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Scritta il 19 giugno 2010.
L’Aveva detto e l’ha fatto Leggi tutto
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Scritta il 10 giugno 2010.
Ormai S. Nicandro è vicino e il grosso è fatto. Leggi tutto
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Scritta il 29 maggio 2010.
Dal 1° marzo 2010 si è dato inizio all’ambizioso progetto dello svuotamento del fossato del Castello di Venafro. Leggi tutto
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Scritta il 19 maggio 2010.
Monsignor Galardi: l’intervento farà saltare la festa della Madonna delle Grazie Leggi tutto
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Scritta il 15 maggio 2010.
“La rampa è accessibile e se ne puo’ usufruire” Con questo documentofirmato dal sindaco Cotugno e’ reso immediatamente esecutivo (l’atto è stato addirittura vergato nel pomeriggio di ieri, ad Uffici chiusi, ndr) si è sciolto il sit in improvvisato dai coniugi Angiolillo (Lorena ed Enzo) sul cantiere di piazza Castello. Leggi tutto
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Scritta il 14 maggio 2010.
Ci siamo quasi, il ponte della vergogna è andato giu’ , nonostante i tentativi del R.U.P. per un bonario accordo tra le parti , se ne sono viste di cotte e di crude tanto che l’Architetto Valente è stato costretto a chiamare le forze dell’ordine.
Seguono le foto Leggi tutto
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Scritta il 02 maggio 2010.
La Giunta nella seduta del 29 aprile, ha approvato il progetto definitivo per la sistemazione di piazza Castello. Un ulteriore finanziamento concesso dalla Regione per la somma 695mila euro. «Sono veramente contento ed orgoglioso di poter annunciare che finalmente piazza Castello sarà totalmente rimessa a nuovo –ha dichiarato il Sindaco Cotugno- . Dopo il primo intervento che si stiamo ultimando, la Giunta, nella seduta di ieri, ha approvato il progetto definitivo per il quale la Regione ci ha concesso un finanziamento di 695mila euro. Tale finanziamento, è ancor più importante e necessario per rendere splendida e funzionale la piazza.
Il progetto approvato prevede la pavimentazione in stile, l’illuminazione pubblica di tutta l’area, la realizzazione di una fontana centrale con i blocchi di pietra rinvenuti durante lo svuotamento del fossato e provenienti dalla montagna. Per questo ulteriore finanziamento sento il dovere di ringraziare il Presidente Iorio, poiché questi fondi ci consentono di realizzare un’opera tanto desiderata dai venafrani. La realizzazione definitiva di piazza Castello ci rende orgogliosi e contenti di aver raggiunto un traguardo amministrativo tanto importante. I lavori –aggiunge il Sindaco- potrebbero essere già appaltati entro giugno e, così il tutto potrebbe essere ultimato entro la fine dell’anno in corso. Un risultato ottenuto con tenacia, con la ferma volontà di realizzare qualcosa di grande, per donare alla Città un’opera che sarà certamente apprezzata da tutti. Colgo l’occasione per complimentarmi con l’arch. Franco Valente per la grande professionalità ancora una volta dimostrata oltre che la sua ben nota tenacia. Ritengo che, allorquando ci sono gli interessi dell’intera collettività, le posizioni politiche dei singoli debbano essere accantonate. Venafro ha bisogno di unità e serenità e, ritengo di poter affermare che finalmente siamo sulla buona strada, dopo tanti anni di litigiosità. Con i lavori alla piazza –conclude il primo cittadino- si realizza un’idea grandiosa, in cui abbiamo creduto con caparbietà, che potrà fare da traino ad occasioni di cultura, incontro e promozione della Città, oltre che dare un volto nuovo a Venafro, vista la sua collocazione».
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Scritta il 01 maggio 2010.
Lavori di sistemazione delle aree esterne al castello di Venafro Leggi tutto
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Scritta il 28 aprile 2010.
Procedono a ritmo serrato i lavori su al Castello Pandone . Leggi tutto
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Scritta il 26 aprile 2010.
Procedono i lavori in piazza Castello, senza parole. Leggi tutto
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Scritta il 20 aprile 2010.
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Scritta il 20 aprile 2010.
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Scritta il 19 aprile 2010.
Concluso l’accordo tra l’Architetto Valente in veste di R.U.P. , il Sindaco Nicandro Cotugno e i proprietari della pizzeria . Leggi tutto
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Scritta il 18 aprile 2010.
Lo aveva detto all’indomani della mancata firma dei coniugi Angiolillo all’accordo bonario di lunedì scorso: “la porta è sempre aperta per un loro ripensamento. Leggi tutto
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Scritta il 17 aprile 2010.
VENAFRO – Continuano i lavori su piazza Castello. Leggi tutto
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Scritta il 16 aprile 2010.
Abbattuto il diaframma ora si arriva fino al pilone del ponte antico.
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Scritta il 16 aprile 2010.
Per ora ci divertiamo a guardarle. Leggi tutto
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Scritta il 16 aprile 2010.
Ministero per i Beni e le Attività Culturali Leggi tutto
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Scritta il 16 aprile 2010.
e stamattina il ponte va giu’
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Scritta il 15 aprile 2010.
Gesto estremo del titolare della pizzeria per evitare l’abbattimento del ponte Leggi tutto
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Scritta il 14 aprile 2010.
Alla luce di tutti gli spiacevoli episodi accaduti in questi ultimi giorni intorno ai lavori di riqualificazione del castello Pandone, tutto lo staff di Venafrano.org esprime solidarieta’ all’architetto Valente per gli spiacevoli avvenimenti e accomuna ammirazione per chi tanto si sta battendo affinchè tutto sia svolto nel rispetto delle leggi e del bene della comunità.
I nostri elogi vanno al Sindaco Nicandro Cotugnoe ai due Assessori , Claudio Petrecca e Alfonso Cantone, perchè scevri da condizionamenti hanno fatto in modo che l’architetto Valente potesse operare in tutta tranquillità.
Grazie a nome di tutto lo staff e di quanti sperano che questa opera sia portata a termine.
Ciro Carnevale e gli Admin del sito.
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Scritta il 14 aprile 2010.
La titolare di un ristorante sviene dopo che le ruspe bloccano l’unico ingresso Leggi tutto
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Scritta il 14 aprile 2010.
Oggi era la giornata della verità. Leggi tutto
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Scritta il 13 aprile 2010.
“La vicenda della sistemazione della Piazza del Castello di Venafro, va sempre più assumendo connotazioni particolari: da che i lavori dovevano essere portati a termine nel rispetto di quanto previsto dal progetto (quale?) oltre che dei diritti dei proprietari del locale commerciale ivi dislocato (si è sempre cercato un accordo tra le parti ), si è giunti ad una evoluzione che di bonario non sembra averne nemmeno l’ombra.
Che l’opera debba essere realizzata non ci sono dubbi, lo vogliono anche i coniugi Angiolillo come più volte dichiarato, a patto che la loro proprietà sia tutelata, ovvero gli vengano riconosciuti, come prevede la Legge, i propri diritti.
Quello che è accaduto questa mattina, Martedì 13 Aprile, però, non trova giustificazioni in quanto l’atteggiamento di chi sta realizzando l’opera, non rispetta minimamente le regole civili verso chi lavora onestamente e con quell’attività cerca di tirare su una famiglia.
L’aver impedito l’ingresso al locale commerciale della famiglia Angiolillo, mediante il tentativo della rimozione dell’unico ingresso, non rappresenta un vanto né per chi crede di essere al di sopra di ogni regola, né per chi ha dapprima inteso addivenire ad una pacifica transazione, a suo stesso dire: per il bene della Città, salvo poi rimangiarsi quanto affermato!
Per questo chiedo l’intervento determinato e determinante del Sindaco di Venafro, appaltatore dell’opera, affinché insieme alla tutela degli interessi comuni, ci sia anche quella dei singoli cittadini, a meno che lo stesso Sindaco, non vorrà farmi intendere che Venafro è diventata una repubblica a statuto speciale.
Personalmente ritengo allucinante quello che sta accadendo in merito ad una vicenda che poteva essere gestita senza grossi problemi, se solo fosse prevalso il buon senso di tutti gli attori.
Per questo invito il Sindaco Cotugno a farsi carico delle responsabilità che la vicenda presenta, in tutta la sua interezza che vede da un lato la realizzazione dell’opera nei modi e nei tempi previsti dal pieno rispetto delle disposizioni legislative, dall’altro la tutela dei diritti dei privati cittadini che da questi lavori, finora, hanno solamente subito danni”.
Sono le dichiarazioni a caldo del consigliere regionale Massimiliano Scarabeo che fin dalle prime battute ha cercato una soluzione fattiva che andasse a ridimere la diatriba amministrativa innescata all’indomani dell’inizio dei lavori di rifacimento della Piazza del Castello di Venafro, tra la direzione dei lavori e i proprietari del Jester’s Castle Club e rendendosi mediatore attraverso una pacifica soluzione della vertenza alla presenza dello stesso Sindaco Nicandro Cotugno.
Futuromolize.net
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Scritta il 13 aprile 2010.
Procedono dopo una settimana di fermo per il tentativo di bonario accordo con i titolari della pizzeria. Leggi tutto
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Scritta il 06 aprile 2010.
Un mistero che viene da lontano.
La fontana della Grotta a secco
La fontana della Regina a secco
Una quindicina di anni fa mancò improvvisamente l’acqua alla Fontana della Grotta e alla fontana della Regina.
Molti dettero la colpa alla galleria che la Regione Campania aveva da tempo cominciato per rubare (come sta facendo adesso) le acque della montagna di Venafro.
Ma probabilmente la verità va cercata in un altro luogo.
I Venafrani molto spesso guardano, ma non vedono.
O, forse, guardano ma non riflettono.
Nessuno volle mettere in relazione questo strano fatto con la circostanza che nello stesso tempo era apparso in via del Molinello un nuovo tubo che riversava acqua limpida nel rio S. Bartolomeo.
Via del Molinello
50 litri al secondo si perdono nel rio S. Bartolomeo
Il tubo era stato collocato dall’impresa Lodigiani spa, vincitrice di un appalto concorso per interventi di riparazione e messa in sicurezza delle fogne di Venafro (… leggete bene!…) lesionate dal sisma 1984!
Un appalto miliardario che, per quanto ne so, ancora non viene collaudato.
Ad occhio, credo che da questo tubo ancora oggi se ne vadano in gloria almeno cinquanta litri di acqua al secondo. Ovvero un metro cubo di acqua ogni venti secondi.
Io mi sono sempre chiesto da dove venga tutta quest’acqua che si perde.
MA QUALE COLLEGAMENTO ESISTE TRA QUESTO TUBO E IL TOMBINO CHE MISTERIOSAMENTE ERA NASCOSTO SOTTO UNO STRATO DI ASFALTO A MONTE DEL CASTELLO DI VENAFRO?

In rosso il tracciato del tubo. I puntini sono i tombini
Ho provato a risalire lungo il percorso di quello strano tubo che riversa acqua nel rio S. Bartolomeo ed ho scoperto che proprio davanti alle Quattro Cannelle c’è un tombino con la scritta “M.C. POMICINO 1982” che si può facilmente aprire.
Il tombino è attraversato da un flusso di circa 50 litri di acqua al secondo
Con mia grande sorpresa ho scoperto che vi passa un fiume di acqua proveniente da un tubo di cemento dal diametro di 100 centimetri (UN METRO!).

Pianta delle acque di Venafro redatta da Pietro Lucenteforte nel 1893, anno in cui fu costruita la Fontana della Quattro Cannelle.
Ho ripreso la famosa pianta delle Acque di Venafro fatta fare da Pietro Lucenteforte nel 1893.

In rosso il condotto attuale. In azzurro i condotti antichi attraversati
Questo condotto che passa davanti alla Fontana fino al 1984 non esisteva e tantomeno risulta esistere nella pianta delle acque di Venafro del 1893.
Chi lo ha fatto?
Seguendo la planimetria di Lucenteforte ho constatato che il tubo di cemento nello spazio antistante le Quattro Cannelle taglia letteralmente due condotti che nelle pianta antica vengono definiti
Condotto Piccolo (che portava l’acqua alla fontana della Grotta)
e Condotto Grande (che portava l’acqua alla fontana della Regina).
Ho continuato l’ispezione seguendo i tombini con il logo “M. C. POMICINO 1982” ritrovandone altri in via dei Giardini.
Altra sorpresa: il tubo taglia un’altra volta il cosiddetto “Condotto Grande”e taglia un secondo condotto che viene dalla cosiddetta “Aja dei Mattoni”.
UN VERO DISASTRO!
Su via dei Giardini si trovano altri 9 tombini con il logo “M.C.POMICINO 1982”.
Ho aperto quello immediatamente sopra il taglio della condotta che viene dall’Aja dei Mattoni.
Nel tubo non passa una goccia di acqua.
Ho continuato ad aprire altri 3 tombini con il logo “M. C. POMICINO 1982”.
Il tubo di collegamento presenta sempre il diametro di UN METRO!
Neanche una goccia di acqua limpida ma solo tracce di acqua proveniente da chiaviche laterali!
Sono arrivato a Via Terme. Vi sono altri 5 tombini con il logo “M.C. POMICINO 1982”. Li ho aperti. Neanche una goccia di acqua!
All’incrocio tra Via Terme e via Mura ciclopiche un altro tombino.
L’ho aperto ed o scoperto che vi convergono due tubi, uno da destra e l’altro da sinistra.
Il primo, dal diametro di 50 cm., viene dalla parte del Teatro Romano
Il secondo, dal diametro di UN METRO viene dalla parte del Castello.
Ho seguito il tratto verso il Teatro Romano ed ho trovato ben 12 tombini con il logo “M.C. POMICINO 1982”.

Via del Teatro Romano
Ho aperto quello al livello più alto. Cosa vi ho trovato?
Un tubo del diametro di 50 centimetri che viene dalla via del Campaglione e le tracce di terriccio portato da acqua piovana
Sono arrivato alla fine di Via del Teatro Romano. Vi è una grande griglia che intercetta l’acqua che viene dal Campaglione. Una l’acqua volta proseguiva diritta. Ora gira verso il centro urbano di Venafro e finisce nel tubo grande del quale mi sto occupando.

Ho percorso dalla parte opposta tutta via Mura Ciclopiche fino a raggiungere il Castello.
Dall’incrocio con Via Terme fino al castello vi sono 20 tombini con il logo “M.C. POMICINO 1982”.

L’ultimo è quello che ho scoperto sotto l’asfalto della strada che sta dietro la torre quadrata del castello.

L’ho aperto e vi sono sceso.
Da una parte vi è l’inizio della colossale tubatura che si dirige verso valle.
Il diametro interno è di UN METRO!
L’interno del tubo.
E’ pulito come una camera operatoria.
Non vi è mai entrata una goccia di acqua.
La parete opposta, invece, è franata.
Appare chiaro che sulla parete franata si sarebbe dovuto innestare un altro tubo che, in realtà, non è stato mai realizzato.
Ora vi racconto in maniera molto sintetica la storia di questo intervento che è costato vari miliardi di lire e NON SERVE ASSOLUTAMENTE A NULLA
Nel maggio 1984 Venafro fu interessata da un piccolo terremoto.
Tutti i lavori per la riattazione del Centro Storico furono affidati all’impresa Lodigiani spa. Il disastro che venne fuori è ancora davanti agli occhi di tutti.
In questo clima di allegra follia il Comune di Venafro riuscì a sostenere che le fognature di Venafro si erano lesionate per effetto di quel sisma e che si doveva intervenire per ripararle.
Furono concessi vari miliardi di lire dalla Protezione Civile e il Comune bandì un concorso pubblico per l’appalto dei lavori.
Il concorso prevedeva che i lavori sarebbero stati progettati e diretti dall’impresa vincitrice.
Chi vinse il concorso?
La Lodigiani spa.
In cosa consisteva il progetto?

La parte più costosa (ma poi parleremo anche di quella meno costosa) fu la progettazione di una diga a monte del castello di Venafro per raccogliere l’acqua del Vallone di Montevergine e, attraversando tutta la città, riversarla nel rio S. Bartolomeo.

Prima di chiedere l’autorizzazione alla Regione Molise per riversare le acque nel rio e prima di chiedere alla Soprintendenza il parere sulla diga, fu realizzato il tubo sotterraneo che ho descritto.
In quella occasione si arrivò fino al piano della strada romana.
Uscirono le basole antiche e sciaguratamente la Soprintendenza archeologica consentì di appoggiare la colossale tubazione sui reperti senza battere ciglio.
Furono perforate e distrutte le sorgenti antiche insieme ai cunicoli romani nei pressi della Fontana senza che la Soprintendenza opponesse alcun divieto.
Furono deviate le acque di Venafro e nessuno degli Amministratori di allora si degnò di dire una sola parola.
Finito questo immane scempio fu chiesta alla Regione Molise l’autorizzazione a riversare le acque della montagna nel S. Bartolomeo e l’autorizzazione fu negata.
Fu chiesta alla Soprintendenza l’autorizzazione a realizzare la diga a monte del Castello e, fortunatamente, l’autorizzazione fu negata.
MILIARDI DI LIRE MESSI SOTTO TERRA PER UN’OPERA ASSOLUTAMENTE INUTILE.
Pensate che la storia sia finita?
Se non fossi intervenuto con l’energia che contraddistingue il mio modo di fare, in questi giorni sarebbero stati appaltati i lavori per realizzare quella diga bocciata venti anni fa perché la Regione Molise l’ha di nuovo finanziata sulla scorta di una irragionevole richiesta che avrebbe definitivamente consacrato l’ignobile tubo sotterraneo.
Lo svuotamento del fossato che stiamo portando avanti ha definitivamente (spero) scongiurato il pericolo perché quei soldi sono stati spesi per fare cose molto più utili, compresa la eliminazione dei tubi di amianto del collettore principale dell’acquedotto.
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Scritta il 02 aprile 2010.
intervenendo ieri pomeriggio
al consiglio comunale
di Venafro in merito ai lavori
al Castello Pandone. Leggi tutto
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Scritta il 28 marzo 2010.
Una delle chiaviche più famose al mondo è la cosiddetta Bocca della Verità che si trova oggi collocata nell’atrio della basilica di S. Maria in Cosmedin a Roma. Dall’XI secolo a questo artistico tombino furono attribuiti significati misteriosi, ma la sua origine rimane legata alla più pratica funzione di copertura di una fogna. Leggi tutto
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Scritta il 26 marzo 2010.

Adesso che sta venendo fuori il castello di Venafro nella sua grandiosa monumentalità arrivano i filosofi fessi dell’ultima ora.
Una volta tanto ho avuto il popolo dalla mia parte insieme ad una parte di politici venafrani che avevano intuito che si stava facendo una cosa bella per la città semplicemente eliminando la terra dal fossato del castello,
Un’avventura che ha avuto come interlocutori negativi un consigliere regionale, noto saltafossi, che si è infilato nella vicenda della demolizione dell’orribile ponte di ferro solo perché convinto che con la sua prepotenza avrebbe ottenuto l’obiettivo cretino di non far compiere un’opera monumentale che, peraltro, si stava facendo con quattro soldi.

Il ponte che sta per essere abbattuto dopo 25 anni di lotte
Adesso questo personaggio si fa scrivere articoli sui giornali per far sapere agli imbecilli che grazie alla sua opera di convinzione anche i proprietari di una pizzeria (che da questi lavori ricaveranno vantaggi immensi) si sono piegati ad accettare la demolizione di un ponte ignobile per la cui eliminazione sto lottando da 25 anni.
In certi casi ad alcuni politici converrebbe soffrire in silenzio e prendere atto che hanno sbagliato.
Dell’Amministrazione Comunale di Venafro io non condivido le posizioni politiche e non l’ho votata, ma la circostanza di avermi sfidato a fare un’opera che nessuno aveva mai avuto il coraggio di fare, per me ha significato un gesto di grande responsabilità politica e di maturità intellettuale.
Continuo a dire che sto facendo questo lavoro a titolo assolutamente gratuito perché qualche volta, se non si vuole rimanere a sognare dormendo, bisogna pure darsi un pizzico sulla pancia.
Perciò ruffiani e sansali bene farebbero a stare zitti e prendere atto che non sempre la prepotenza prevale.
Così appare oggi l’ingresso alla pizzeria.
Così sarà alla fine l’ingresso alla pizzeria.
… e mi fanno pure la guerra…!!!
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