DAL PORTALE

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La Schola Cantorum “Lino Cappello” è nata nel 1986 nella Chiesa dei Santi Martino e Nicola di Venafro, ad opera di Egidio e Lidia Cappello. Ha effettuato, nel corso degli anni, un cammino di progressiva crescita sia sotto il profilo tecnico-musicale che sotto l’aspetto spirituale e culturale.

Ad oggi è affidata alla direzione del M° Angela Cicerone e dell’organista Marciano Oliva, sotto l’egida regia dell’Ins. Emerita Lidia Bonafiglia.
Il gruppo si compone di 13 soprani, 11 contralti, 5 bassi e 6 tenori, per un totale di 35 elementi ben affiatati. Il repertorio della Schola Cantorum è caratterizzato da brani di vario genere e di diversa difficoltà: in esso trovano spazio brani impegnativi di autori classici come Handel, Mozart, Bach, Palestrina, Cimarosa, Puccini, Vivaldi, nonché canti liturgici polifonici di autori contemporanei come Frisina, Sequeri, Parisi ed ancora brani Gospel e tipici tradizionali.

La Schola ha effettuato molte animazioni liturgiche extra-parrocchiali ad Assisi, nella Basilica Superiore, a Roma, nella Basilica di S.Paolo fuori le mura, a Pompei, nel santuario Mariano. Notevole impulso musicale le viene offerto dai Concerti natalizi, arrivati nel 2014 alla quindicesima edizione. La Schola Cantorum costituisce una preziosa risorsa della città di Venafro, entrando a pieno titolo nella sua storia culturale e musicale.
Di grande importanza e di notevole spessore il repertorio proposto dalla Schola in questa quindicesima edizione del Concerto di Natale, ove non mancheranno canti polifonici di straordinaria valenza e complessità quali Dixit Dominus di Handel, Alleluja Amen di Mozart, Laudate Pueri di Handel, nonché brani gospel e classici tipici della migliore tradizione polifonica natalizia internazionale.
Di particolare suggestione anche l’intervallo musicale in programma con l’intervento del M° Sassofonista Angelo Delli Carpini e con l’esibizione del duo di Chitarra Classica e Flauto Traverso composto dalla flautista Cinzia Iannetta e dal chitarrista Flavio Pitocco.

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VENAFRO. Chi pensava alla consueta tregua di Natale rimarrà deluso. Pesantemente. Infatti, oltre alle polemiche scatenate da Franco Valente (ma sentite da moltissimi cittadini) sull’albero ‘spelacchiato’ addobbato all’ingresso della città, nei prossimi giorni la minoranza farà affiggere un manifesto di “buone feste” tutto particolare. Alfonso Cantone, infatti, lo ha anticipato sui social network. Nessun limite alla fantasia per polemizzare contro l’amministrazione comunale. Gli auguri del capogruppo di opposizione sono testuali ma anche grafici. Con Venafro sullo sfondo, ecco spuntare i Re Magi che, però, anziché oro, incenso e mirra portano in dono: “Tari e acqua alle stelle”, “Tasi al 2,30 per mille”, e “Imu al 10,60 per mille”, con la stella cometa del “Piano decennale di riequilibrio”. Insomma, un manifesto polemico verso quella che Cantone definisce l’amministrazione delle tasse: “Sorbo porta in dono solo tasse”. Più volte tuttavia il sindaco si è difeso dicendo che il livello di pressione fiscale praticamente non è mutato dai tempi del commissariamento, cioé è stato il funzionario prefettizio semmai ad alzare le tasse e non l’attuale amministrazione. Bando alle polemiche già note, anche se con la novità della protesta con testo e immagini, ciò che tocca constatare sono le veementi critiche che i cittadini stanno rivolgendo a Palazzo Cimorelli per l’assenza di addobbi. Qualcuno ha provato a mettere una toppa alla mancanza, ma secondo Franco Valente, e per la verità anche secondo i tanti utenti dei social network che hanno condiviso la protesta, forse ‘il rimedio è stato peggiore del male’. L’albero di Natale installato tra corso Molise e via Colonia Giulia, all’ingresso della città, rappresenta per l’architetto “una tristezza da far piangere!”. Valente, candidato e non eletto con la lista “Venafro che vorrei”, ha tenuto a precisare che “l’amministrazione comunale ha superato se stessa con l’addobbo natalizio”.
“Un albero spelacchiato sottratto alla natura per essere messo in una vasca di cemento che più zozza nel territorio non si poteva trovare accoglie chi viene da fuori all’ingresso di Venafro. Quest’albero e nulla più. Che tristezza!”. Ma poi l’architetto Valente, che ormai non passa giorno senza attaccare l’amministrazione Sorbo, sottolinea come “il problema è che Venafro non è solo finito nell’oscurità natalizia, ma è in pieno oscurantismo culturale. Stiamo attraversando il periodo più tristo (ribadisco ‘tristo’) della storia di Venafro. Mentre nelle altri parti del Molise si cerca di valorizzare ogni aspetto della propria cultura, a Venafro si sta mettendo sotto terra ogni speranza”. Da Facebook, in particolare, in molti hanno fatto sponda a Valente rimarcando come l’assenza di un “clima natalizio” porterà molte famiglie a trascorrere il periodo di feste e di conseguenza fare acquisti fuori dalla città. Dal Comune più volte hanno spiegato che si è scelto un profilo più ‘basso’ in considerazione del particolare momento economico che il Paese sta attraversando. Malgrado la ‘pecca’ di addobbi e luminarie, va detto che Palazzo Cimorelli ha patrocinato un cartellone di eventi che accompagnerà la cittadinanza fino al prossimo 6 gennaio.

Fonte: Primo Piano Molise

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A Venafro si è perso tutto,anche la tradizione di addobbare la città per le festività Natalizie.

Mentre a Isernia il sindaco addirittura ha fatto installare una pista di pattinaggio sul ghiaccio , a venafro il nostro super sorbo non è stato capace di fare assolutamente nulla,naturalmente la colpa è della precedente amministrazione, è colpa di Nicandro Cotugno…… vero sindaco ?

Con buona pace di tutti.

p.s. quelle sul corso sono state pagate dai commercianti, giusto per evitare di dire stronzate

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Questo cane oggi è morto ucciso a colpi di mazza, il suo corpo ora giace in via Publio Ovidio in prossimità del piccolo ponte,  una sola domanda ci poniamo noi che gli animali li viviamo e li amiamo, perchè?
Per le forze dell’ordine, per cortesia non aprite indagini , altrimenti finisce che dichiarate ” il cane si è suicidato lanciandosi contro una mazza di legno”.
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QUALCHE INFO SUL MALTRATTAMENTO DEGLI ANIMALI

Maltrattamento di animali

uno dei tanti ospiti dei canili

Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia.

Capitolo II Articolo 3:

“Nessuno causerà inutilmente dolori, sofferenze o angosce ad un animale da compagnia.

Nessuno deve abbandonare un animale da compagnia.”

La legge n°189 del 20 luglio 2004 contiene le disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli animali in combattimenti clandestini o in competizioni non autorizzate.

Viene inserita così una modifiche al codice penale, nel Libro II del codice penale viene aggiunto il Titolo IX bis – “Dei delitti contro il sentimento per gli animali”.

Cosa fare quando si intende segnalare un caso di maltrattamento? Chiunque, che sia privato cittadino o un’associazione, può rivolgersi ad un qualsiasi organo di Polizia Giudiziaria (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili Urbani, etc…) segnalando uno dei casi di illeciti previsti dalla nuova legge e richiedendo un intervento per accertare il reato ed impedire che questi venga portato ad ulteriori conseguenze.

Inoltre, presso molti comuni italiani, è istituito lo Sportello per i diritti degli animali aperto al pubblico per informazioni e segnalazioni.

Dalla LAV , al numero telefonico 06 4461325, verranno fornite risposte e sostegno alle segnalazioni di maltrattamenti. Gli aggiornamenti sulle iniziative in corso saranno disponibili sul sito www.infolav.org, gli aggiornamenti normativi sul sito www.reteambiente.it

Combattere il randagismo, non il randagio.
Il paradosso è abbandonare un cane per poi lamentarsi dei cani randagi.

Molto più spesso di quanto si immagini il cane, il gatto o addirittura il furetto, viene abbandonato sulle strade fuori città oppure davanti ad un canile ma anche in piena autostrada.

Ogni estate in Italia vengono abbandonati circa 100mila cani e 50mila gatti. Siamo noi che causiamo il randagismo, non i cani e i gatti.

E’ la mancanza di coscienza civile e di senso di responsabilità che porta a lasciare il proprio cane o gatto per strada perché non lo si vuole più in casa.

L’abbandono è un reato punito dal Codice penale (art. 1 comma 3 Legge 189/2004) : “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro”.

Si dovrebbe riflettere a lungo prima di decidere se avere o no un animale nella propria casa: sarà una convivenza di parecchi anni, che cambierà radicalmente alcune abitudini della nostra vita e della nostra famiglia. Rendersi conto di non poter accudire il cane potrebbe costringere alla scelta dolorosa di doversene separare.

In questo caso non si dovrebbe arrivare a sbarazzarsene attraverso sistemi incivili: esistono delle strutture (canili e rifugi) che, seppure tra mille difficoltà, ospitano il cane per poi renderlo adottabile.

Quasi sempre a causare problemi agli animali sono proprio gli esseri umani: maltrattamenti, abbandoni, combattimenti, e tutti quegli atti che possono avere come conseguenza la sofferenza o la morte di animali.

Ma, senza arrivare a situazioni estreme come quelle descritte, in varie occasioni a noi più consuete, si può rischiare di incrementare, senza volerlo, lo stato critico in cui versano quasi150.000 tra cani e gatti ospiti dei canili italiani. Solo nel periodo tra il 21 giugno e il 31 agosto 2008 sono stati abbandonati in Italia, su strade e autostrade, 14.000 cani.

Anche i cani cosiddetti di razza sono vittime delle mode! Grazie ad un film, ad una pubblicità, il cane o il gatto divetta oggetto di “tendenza”. Ma non deve essere certo la moda il motivo che ci induce a scegliere un cane.

dal sito: http://www.poliziadistato.it/articolo/view/256/

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Certo sarà una grossa occasione per l’occupazione, una volta svanito, a colpi di lotta civile e democratica, il sogno della mega stalla per le gran manze, sostituiremo le manze con dei poveri disgraziati e riempiremo tante stalle in fila per tre, così da vantarci di possedere, lì dove c’era una scuola con bellissimi e sventurati bimbi, colpevoli di essere nel posto sbagliato nel momento sbagliato, la prima fabbrica di carne in scatola umana! Siamo alla macelleria mascherata di vergognosa, vomitevole e falsissima solidarietà.

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Da due anni è iniziata la querelle fra proprietà e dipendenti, una azienda che prima di questa gestione era florida e puntuale nei pagamenti, improvvisamente e grazie a questi luminari dell’economia mondiale risulta debitrice di 6 mensilità nei confronti dei suoi dipendenti nonchè di fornitori e liberi professionisti che prestano la loro opera.
Ora addirittura i dipendenti si vedono negare anche il diritto alla propria busta paga, tralasciando i metodi applicati all’interno dell’azienda che in pratica tiene sotto ricatto 100 famiglie, sotto ricatto grazie ai continui comunicati fatti scrivere dalla stampa asservita ai poteri forti, dove viene sventolata la bandiera del licenziamento.
Oggi hanno detto basta , atti ingiuntivi verso la proprietà e senza ulteriore ricerca di accordi che grazie all’inettitudine dei sindacati( incurvati alla proprietà)  non sono mai andati a buon fine, atti ingiuntivi che qualche mese fa potevano essere pochi, ma adesso e grazie all’intervento di alcuni legali  specializzati in diritto del lavoro saranno in tanti, molti piùdi quanti previsti perchè i dipendenti sono allo stremo delle forze , molti hanno dovuto interrompere mutui, chi si è visto staccare gas o corrente ,chi ha dovuto dire no a un qualcosa che si era guadagnato con il lavoro onesto offerto a questa azienda di “VOCCARRAPIERT”.

I dipendenti vogliono sapere perchè la regione non interroga la proprietà per sapere come  sono stati investiti i soldi dei mandati precedenti, come mai la regione non ha controllato , quale accordo segreto si cela dietro questa immensa presa in giro che orma va avanti da oltre 2 anni.
E intanto un’altro natale arriva e mentre i soci dell’amministrazione festeggiano a champagne sicuramente nei locali più prestigiosi con le loro amate famiglie , i dipendenti a natale si e no potranno mettere il minimo indispensabile sulla tavola e questo quasi per il terzo anno consecutivo ( 2012 /2013 e con questo 2014) , la guardia di finanza che è tanto attenta a controllare gli scontrini emessi dalle piccole aziende dimentica di controllare i mandati di centinaia di migliaia di euro che svaniscono nel nulla.
Vergogna

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Dopo le tante prese in giro ai danni dei dipendenti non poteva mancare la ciliegina sulla torta, sul CARSIC anche avere la propria busta paga è un optional?
Alcuni dipendenti stremati dalle tante mensilità arretrate e non pagate hanno  ben pensato di rivolgersi al proprio legale per iniziare una azione di pignoramento nei confronti dell’azienda  , atto giudiziario che non può partire senza le buste paga,buste che non dovrebbero nemmeno essere chieste, invece guardacaso queste richieste devono essere protocollate e valutate dagli amministratori.
Un consiglio dal portale, in questo caso e visto l’atteggiamento poco corretto ,  chiamate i carabinieri e esponete regolare denuncia.

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Il portale prende le lamentele di tutti e non le fa sue, le divulga per dare voce ai cittadini senza mettere filtri e senza censurare alcun dato , è però nostra cura verificare se quanto esposto come lamentela verso le istituzioni sia veritiero.

Visti alcuni incartamenti  ,  l’importo di questa gara era di circa 950 euro e  non 600.000 euro ( somma che riguarda un lavoro per cui deve ancora essere fatta regolare gara), l’ingegnere che ha esposto la sua lamentela è risultato quarto in graduatoria sia per offerta , per tempi e per curriculum lavorativo ( milioni di euro di opere svolte) , quindi il commento che tanto ci ha fatto allarmare è nullo, in pratica era meglio non farlo.

questo è per quanto mi riguarda, chiedo scusa alle parti coinvolte .

Saluti

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Ormai la presa per fondelli ai danni dei dipendenti del carsic è chiara, i dipendenti vengono presi in giro prima dalla proprietà, poi dai servienti pagati che vi lavorano e percepiscono lo stipendio regolarmente e di nascosto , dai giornalisti che chissà perchè non dicono la verità e in ultimo dalla regione che non controlla i soldi accreditati , perchè la guardia di finanza non indaga su questo scempio è una domanda che si pongono in tanti ma nessuno riesce a trovare una risposta.

Intanto all’alba di dicembre continuano le prese in giro con mandati che prima sono visibili sul sito dell’asrem e improvvisamente spariscono nel nulla, chissà quali capricci si nascondono dietro queste sparizioni, chissà chi deve essere accontentato, intanto gli stipendi arretrati aumentano, quando qualcuno andrà a controllare direttamente senza delegare al nulla?

E come era stato predetto nelle precedenti news, il carsic sta facendo la stessa fine della geomeccanica………….. gli unici che c’hanno perso sono stati i lavoratori che si sono ritrovati con un pugno di mosche fra le mani.

saluti

risponderò nei commenti solo a chi mette firma con nome e cognome , il resto sarà cestinato.

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A nome del portale e di tutti gli admin, esprimo le più sentite condoglianze al Presidente Mario Pieracupa, all’Euro Parlamentare Aldo Patriciello e alla famiglia tutta per la perdita della cara Sara.

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VENAFRO. “Un sindaco ed una amministrazione che per l’ennesima volta ci costringono ad una seduta consiliare d’urgenza denotano, evidentemente, una impreparazione, un senso di improvvisazioneed una arroganza che fanno spavento. Venafro non merita questo. Ora basta!”.
La misura, a quanto pare, è colma. Le opposizioni, congiuntamente, hanno dunque voluto far sentire la propria voce poiché ieri è arrivata dalla presidente del Consiglio comunale, Stefania Di Clemente, la convocazione d’urgenza per la seduta straordinaria in programma lunedì alle ore 19. A conti fatti, la documentazione sarà disponibile solo il giorno stesso della riunione consiliare, con grave pregiudizio – sottolineano dalle opposizioni – del loro ruolo anzitutto di controllo degli atti amministrativi ma anche della facoltà di formulare controproposte. “Ora basta davvero”, hanno tuonato all’unisono Alfonso Cantone, Carmen Natale e Elena Bianchi di “Venafro che vorrei” nonché Anna Ferreri ed Adriano Iannacone del gruppo misto. Eppure l’unico argomento all’ordine del giorno non è di quelli ‘leggeri’. “Rinegoziazione dei prestiti ordinari della Cassa depositi e prestiti”. A quanto pare, secondo cioé la breve discussione informale durante la conferenza dei capigruppo di giovedì sera, il tema sarebbe oltremodo delicato ed importante. I gruppi di minoranza lamentano l’impossibilità di valutare la documentazione al fine di analizzare se una riorganizzazione e rimodulazione dei mutui convenga effettivamente al Comune o “solo all’attuale amministrazione”. Secondo Cantone, Natale, Bianchi, Ferreri e Iannacone, infatti, “questa operazione di spalmatura dei debiti farà sì che nell’immediato il Municipio pagherà di meno, ma nel lungo termine, quello che importa di più ai venafrani, comporterà una quota maggiore di interessi”.
Insomma, per “Venafro che vorrei” e gruppo misto si tratta di un atto alla lunga controproducente. “L’amministrazione Sorbo, alla guida della città pro tempore, sta portando a sbattere tutta la comunità contro un muro. Questo non possiamo più consentirlo! Si facciano bastare i soldi, tanti, in più di tasse che hanno chiesto ai venafrani anziché adottare provvedimenti che per ora salvano l’esecutivo ma che finiranno irrimediabilmente con il mettere nei guai il Comune nel futuro. Piano decennale, rimodulazione dei mutui: significa che oggi si pagherà di meno ma nei prossimi anni, quando cioé Sorbo non sarà più alla guida del Comune, altre amministrazioni si troveranno a fare i conti con gli squassi che si stanno causando”.
Al di là del merito della questione, tuttavia, per le minoranze è “gravissimo” l’atteggiamentodell’amministrazione: “Si sta decidendo il futuro della comunità, è dal 10 novembre che si conosceva la possibilità di rinegoziare i prestiti con la Cassa depositi e prestiti, eppure una maggioranza nemmeno unita e compatta, si sta arrogando il diritto di decidere per tutti. Se non c’erano i tempi formali, il sindaco poteva convocarci quantomeno informalmente per illustrare la questione. Invece niente. La città deve sapere cosa stanno facendo!”. A rincarare la dose, Cantone ha invitato i cittadini “a cacciare questa amministrazione. Noi diserteremo il Consiglio perché non vogliamo renderci complici dell’ennesimo linciaggio dell’intelligenza altrui. Il solo scopo di Sorbo è quello di dare la documentazione all’ultimo minuto per non far capire nulla a nessuno, così come avvenuto in occasione del Piano decennale, per il quale tra l’altro a distanza di 20 giorni e più ancora non si capisce chi lo ha redatto indebitando Venafro fino all’osso!”.
Adriano Iannacone, invece, ha voluto sottolineare “la completa assenza di programmazione dell’amministrazione, e questa ennesima convocazione d’urgenza lo dimostra in modo lampante. Stanno speculando sui finanziamenti ottenuti da altre amministrazioni ma finora, dopo due anni, non c’è un solo progetto nuovo presentato da loro. Nessuno, amministratori compresi, sa come sarà Venafro tra 3 anni. Stanno solo caricando di tasse i cittadini e ipotecando il futuro della comunità: non se ne può più”. In due parole, secondo Iannacone, si tratta di “incapacità programmatica: campano alla giornata ma una città non si può governare in questo modo. Non coinvolgono le minoranze, per non parlare di buona parte della maggioranza che subisce le decisioni di pochi. Questo modo arrogante di amministrare deve essere fermato”.
Infine, una stoccata Cantone la riserva “agli amici”: “Con l’ennesimo Consiglio urgente Sorbo lede la libertà di iniziativa dei consiglieri. Di fatto esautora il Consiglio. Peggio del regime di Ceausescu, ciò è inaccetabile. Stando così le cose io mi chiedo: ma i cari amici che siedono in Consiglio ovvero Ricci, Tommasone, Petrecca, Valvona, Iannacone, Di Clemente e la stessa Cifelli come fanno a sopportare una cosa del genere? Allora delle due l’una: o sono complici di questo modo di fare o non sono in grado di amministrare”.

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Un vecchio detto ” SCAPPA IL CETRIOLO E VA IN C…. ALL’ORTOLANO”, e gli ortolani che sono andati a reclamare dal prefetto per le mensilità si sono trovati davanti a un accordo senza ne testa ne coda  e un’altro bel cetriolo che li aspettava.

Il prefetto doveva chiedere dove fossero i soldi delle mensilità già pagate dalla regione invece il tutto si è risolto con un patetico incontro che ha messo la proprietà in condizione di poter ancora far spallucce ai dipendenti che da mesi non prendono lo stipendio.
I registri contabili dove sono? che fine hanno fatto i soldi regolarmente accreditati dalla regione molise a favore del CARSIC?

Un consiglio ai sindacalisti che hanno fatto questo accordo, andate ad acqua e sapone , comprate del sapone , poi andate sotto la villa da boss e comprate una corda  e toglietevi dalle palle perchè non siete buoni a fare niente.

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VENAFRO. Tra sindaco e minoranza (ma non solo) ora è scontro anche sul torrente Rava. L’altro ieri Antonio Sorbo ha infatti inviato una nota al Consorzio di bonifica della Piana di Venafro ed all’assessore regionale ai Lavori pubblici, Pierpaolo Nagni, in sostanza per comprendere come mai malgrado lo stanziamento dei fondi i lavori per la pulitura del Rava ancora non partono.

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Con questo cartello pubblicato su facebook , due infermiere assunte presso l’istituto di riabilitazione CARSIC cercano di sensibilizzare l’attenzione dei media sulla loro disperata condizione.
Infatti sembra che i giornali non riportino l’esatta gravità che stanno vivendo gli oltre 100 dipendenti che da due anni vengono mortificati da una amministrazione selvaggia dei loro soldi, allo stato dei fatti i dipendenti avanzano 5 mensilità, anzi quasi 6 sei  mensilità.
la Regione Molise  puntualmente ha pagato le rette dovute al CARSIC, soldi che dovevano prima sanare il debito con i dipendenti,mentre l’azienda di testa sua ha deciso di farne quello che più gli pareva bello, dando priorità ad altre voci che nessuno conosce,  ed ecco il risultato finale.

Ma la Regione che dovrebbe controllare gioca a  un sottile scarica barile, chi tuona a destra, chi tuona a sinistra sui giornali di regime, ma alla fine il problema resta, non mi meraviglia affatto ,anche perchè sull’era frattura se ne potrebbero dire milioni di mancanze.
Esiste una legge varata dal Senatore Di Giacomo ai tempi che era in Regione dove, si obbligava l’azienda convenzionata a pagare gli stipendi e non andare oltre i due stipendi arretrati, la pena era il blocco della convenzione, come mai pur sapendo che i soldi non vengono dati ai dipendenti da oltre 5 mesi questo non è avvenuto? Cosa c’e’ dietro questa enorme presa in giro?
Un’altra Geomeccanica? facciamo il bis?

Eppure il presidente frattura accompagnato da uno dei suoi burattini poco prima delle elezioni si fece da garante che tutto sarebbe tornato alla normalità, avuti i voti giustamente quelle persone non servono piu’, non importa , qualcuno indica il sindaco ma il sindaco cosa può fare se ha un comune piegato in due? Il Sindaco non c’entra niente in questa situazione , è la regione che deve rispondere o il Prefetto che ordina alla regione di controllare.

Intanto la violenza sui lavoratori del CARSIC  continua.

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Venafro è nota per gli eccessi, si eccede in tutto, in tasse , in disoccupazione , ma ultimamente una nuova moda sta prendendo piede , il CREATIVE PARKING.
Una domanda , senza tanti paroloni……. ma i vigili? dove sono? 

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Con l’approvazione del Bilancio e della Relazione Previsionale e Programmatica il Consiglio comunale fissa gli obiettivi da raggiungere nel triennio successivo e definisce i programmi di spesa che vincolano l’Amministrazione nello stesso arco di tempo.
In particolare la relazione previsionale e programmatica costituisce lo strumento di indirizzo politico e programmatico attraverso il quale il Consiglio comunale fissa gli obiettivi generali del triennio successivo.
Con lo stesso atto il Consiglio Comunale precisa le risorse, umane e finanziarie, che saranno destinate nel corso del triennio alla realizzazione degli obiettivi programmati.
Il Bilancio di previsione , invece, è lo strumento tecnico e contabile attraverso il quale il Consiglio Comunale definisce le entrate e le uscite in relazione alle valutazioni ed agli obiettivi definiti con la relazione previsionale e programmatica.
Con l’approvazione del Bilancio e della Relazione Previsionale e Programmatica, quindi, il Consiglio comunale tende a produrre le condizioni per il miglioramento della qualità della vita della collettività amministrata avendo come punto di riferimento il legame intercorrente tra gli obiettivi amministrativi e la reale disponibilità di risorse finanziarie ed umane con la situazione socioeconomica del proprio territorio, senza mai sottovalutare la necessitò di un’equa distribuzione impositiva, nel rispetto della progressività, e la prospettiva di sviluppo del territorio medesimo.
L’art. 170 del TUEL, infatti, indica il percorso metodologico che il Consiglio Comunale deve seguire nella definizione della relazione previsionale e programmatica precisando di illustrare le caratteristiche della popolazione , del territorio, dell’economia in esso insediata e dei Servizi dell’Ente indicandone le risorse umane, tecnologiche e strumentali per passare poi ad una valutazione generale delle risorse finanziarie individuandone le fonti ed evidenziandone l’andamento storico ed i relativi vincoli.
Si tratta a ben vedere di una disposizione ampia, di portata generale, che impone di valutare ogni utile elemento per assicurare alla collettività amministrata il miglioramento della qualità della vita attraverso la erogazione dei Servizi.
Per tale prospettiva risulta primaria e fondamentale la conoscenza dei movimenti demografici nel tempo e di tutte le attività insediate sul territorio non solo per capire i bisogni emergenti dal contesto sociale ma anche e soprattutto per la definizione di una ponderata imposizione contributiva che, nel rispetto del principio costituzionale della progressività , garantisca le risorse economiche necessarie per assicurare la migliore funzionalità dei Servizi ed il soddisfacimento delle aspettative della collettività amministrata.
Purtroppo, quasi nessuna di tali indicazioni è riportata , descritta e valutata nella Relazione Previsionale e Programmatica, allegata al Bilancio di previsione 2014, all’esame del Consiglio Comunale di questa sera con l’effetto che non risulta indicata, neppure minimamente alcuna soluzione programmatica nel corso del prossimo triennio .
La fondatezza di tale incontestabile rilievo è lapalissiana, tanto è vero che la stessa Relazione Previsionale, pur seguendo lo schema imposto dal MEF ma con assenza assoluta di valutazione e di indicazioni programmatiche, arriva alla lapidaria conclusione , dopo una sterile elencazione di soli numeri, che ” le entrate ipotizzate nel corso del triennio sono state coordinate con le spese” senza dire come e perché.
La lettura sistematica delle singole sezioni, infatti, rileva tale incontestabile verità ed addirittura errori grossolani di riferimento normativo come nel caso delle caratteristiche della popolazione, descritte nella prima sezione, che riportano i dati risultanti al 31 dicembre 2013 e non al 2012 come la norma prescrive. L’art. 156 del DLgs 267/2000, infatti, ha stabilito che tutte le disposizioni relative all’attribuzione di contributi erariali di qualsiasi natura che facciano riferimento alla popolazione vanno interpretate con riferimento alla popolazione calcolata alla fine del penultimo anno precedente. Ne consegue che il penultimo anno precedente il 2014 deve intendersi inequivocabilmente il 2012 e non il 2013. Certo, non sarà la differenza di qualche centinaio di abitanti che metterà in discussione gli equilibri del bilancio del Comune di Venafro ma la precisione nella esecuzione della norma è sicuramente un elemento in più di apprezzamento del lavoro svolto e soprattutto delle cose che si vogliono fare .
E, a proposito di apprezzamento del lavoro svolto ci saremmo aspettati una maggiore attenzione nella descrizione delle caratteristiche della popolazione e del territorio e non certamente per sapere se al 31 dicembre 2012 eravamo 11.227 abitanti o 11431 come è riportato nella relazione ma avremmo voluto in particolare che venissero svolte valutazioni sui movimenti della popolazione e conseguentemente sull’organizzazione delle attività amministrative future .
Avremmo voluto che accanto ai dati sulla popolazione, peraltro assai esigui, fossero riportati quelli sul patrimonio edilizio esistente, possibilmente suddivisi per categoria e classe, e quelli relativi alle attività economiche presenti sul territorio almeno per capire se il numero dei contribuenti sia effettivamente quello risultante dai ruoli comunali o se vi siano aree di evasione per le quali sarebbe doveroso intervenire.
Purtroppo la Relazione non va oltre la valenza tecnica e non offre mai spunti di valutazione politica ponendo il consigliere comunale nella impossibilità di comprendere il significato della fredda elencazione di numeri privandolo, nei fatti, di svolgere compiutamente il proprio ruolo .
Tuttavia non possiamo non considerare alcune risultanze di bilancio relativamente a talune voci di entrata e di spesa . Dobbiamo rilevare che nonostante i tagli che negli ultimi anni sono intervenuti nei confronti degli Enti locali da parte dello Stato non solo per effetto della spendig review ma anche per l’introduzione del federalismo municipale, le entrate del Comune di Venafro sono complessivamente aumentate : siamo passati in particolare dai 4 milioni settecentoventitremila euro accertati nel 2011 per quanto concerne le entrate tributarie ai 5 milioni quattrocentocinquemila previsti nel 2014 e in generale dai 6 milioni 598.000 di parte corrente (primi tre titoli del bilancio) agli 8 milioni e 51 mila euro previsti di quest’anno. Un incremento di entrata di circa il 23% , determinato prevalentemente da un’imposizione tributaria di tipo patrimoniale ai massimi di legge e in modo generalizzato senza tener conto dei riflessi sull’economia reale e sulla proprietà. Gli effetti di tale azione impositiva sono sotto gli occhi di tutti ed il peggio seguirà nei mesi a venire.
Per quanto concerne la spesa non è superfluo ribadire che nessuno dei programmi indicati nella parte spesa è adeguatamente motivato né riporta le finalità che si intendono conseguire . Abbiamo, pertanto motivo di ritenere che anche questo esercizio finanziario si concluderà, come quello precedente , senza infamia e senza lode con i soliti proclami sistematicamente smentiti dalla negatività dei risultati. E’ il caso, ad esempio, del Servizio Idrico per il quale avete più volte annunciato che avremmo conseguito dei risparmi considerevoli nel costo del Servizio, addirittura di duecentomila euro ed invece ci ritroviamo con un costo addirittura maggiore rispetto a quello dell’anno precedente. Passeremo, infatti, secondo le vostre previsioni dai 782.400 euro del 2013 a 808.412 euro del 2014 con un incremento di spesa di ben 26.012 euro. Certo, sappiamo benissimo che il Servizio idrico è una vera e propria croce per la città ma proprio perché tale la sua gestione non può essere affidata a proclami ma va valutata sotto l’aspetto tecnico avvalendosi della collaborazione di professionisti qualificati. Sappiamo pure che non è un problema che possa essere risolto nell’immediato ma che va affrontato subito con la collaborazione di tutti almeno per capire le soluzioni possibili. Noi, senza infingimenti, siamo pronti a svolgere la nostra parte .
Rimanendo nell’ambito dei Servizi erogati alla collettività non possiamo non considerare quelli relativi alla nettezza urbana ed alla illuminazione pubblica per i quali le voci di spesa non risultano in linea con la media dei costi rilevata a livello nazionale per comuni similari a quello della nostra città. Per la nettezza urbana , invero, ho già avuto modo di parlare in occasione dell’approvazione del Piano finanziario proposto dal gestore relativamente ai servizi offerti . In quella circostanza rilevavo il costo eccessivo di alcuni servizi ed in particolare per quello relativo alla spazzatura ed al lavaggio di strade ed aree pubbliche che risultava essere pari ad euro 358 mila e quindi assai prossimo ad una spesa giornaliera di circa mille euro , peraltro senza alcuna calendarizzazione degli interventi. Aggiungo oggi che l’intero servizio sfugge ad ogni controllo da parte del Comune che ai fini di una ponderata valutazione dei costi dovrebbe quantomeno pretendere il riscontro delle attività svolte anche per quanto concerne le quantità e le qualità dei rifiuti avviati allo smaltimento.
Analoghe considerazioni possono essere svolte anche per quanto concerne la illuminazione pubblica il cui costo previsto per il 2014 è pari a circa 440 mila euro con un incremento di spesa rispetto all’anno precedente di circa 100 mila euro. Anche di queste spese la Giunta municipale non rende edotto il Consiglio comunale delle ragioni che le determinano e soprattutto non spiega quali provvedimenti intende adottare per contenerne i costi.
Egregio Sindaco ed egregi colleghi, con l’approvazione del Bilancio di previsione e della Relazione previsionale e programmatica, in particolare, il Consiglio comunale deve avere nei confronti della collettività amministrata la diligenza del buon padre di famiglia , obbligandosi, nella soluzione dei problemi che gli sono stati affidati, con la massima attenzione e responsabilità tanto più che i soldi che si vanno a spendere appartengono alla stessa collettività.
Purtroppo il Consiglio di questa sera non è stato posto nelle condizioni di adempiere compiutamente ai propri obblighi con la diligenza del buon padre di famiglia, semplicemente perché non è stato reso edotto con la relazione previsionale e programmatica, neppure minimamente, delle prospettive amministrative del prossimo triennio e delle ragioni che le hanno determinate.
Altresì, il bilancio di previsione è nullo ed illegittimo, in quanto le tariffe della tari sono state approvate successivamente all’approvazione da parte della giunta del bilancio di previsione.
voto contrario!!!
Consigliere Comunale
“ Venafro che vorrei “
Avv. Alfonso Cantone

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Tra poco il nostro sindaco tassatore( er tassa)  ci premierà con un nuovo tecnico come capo settore  che andrà ad occuparsi di lavori pubblici e urbanistica, indovinate chi sarà?

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Senza parole, continuano gli abusi sugli spazi riservati agli annunci funebri, la settimana scorsa su questo portale fu segnalato lo stesso problema , allo stato dei fatti i manifesti sono sempre lì, con buona pace di tutti.
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La tragica notizia ha fatto il giro della città in pochi minuti, generando dolore e sconforto. Nejia Daagi, di origini tunisine ma sposata a Venafro e residente in città da oltre dieci anni, è morta presso l’ospedale “Santissimo Rosario”, dopo aver strenuamente combattuto contro una terribile malattia. Rispettata e benvoluta per il suo sorriso e per i suoi modi gentili, Nejia lascia il marito Tommaso D’Angelo e un figlio ancora in tenera età.

Sentite condoglianze da parte di Venafrano.org e tutto il suo staff

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Continua la querelle tra dipendenti del carsic di venafro e amministratori furbetti. I dipendenti senza stipendio da aprile e esattamente con 4 mensilità arretrate intimati a non rivolgersi a giornalisti e blog locali per evitare lo “sputtanamento” dell’azienda, soprattutto è stato chiesto di non rivolgersi a Venafrano.org in particolare (invece venafrano.org ora si vuole dedicare con parsimonia e cura certosina proprio a questa azienda e lo farà con molta attenzione ,guardando nei particolari ma soprattutto non lasciando alcun filtro ai tanti dipendenti che in maniera anonima hanno deciso di sfogarsi sul portale e che da ora potranno farlo ancora più liberamente).

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Sara Affi Fella, di Sesto Campano, ha conquistato il titolo ieri sera a Tufara e rappresenterà la regione a Miss Italia
Nove prefinaliste nazionali molisane sono partite stamattina per Jesolo: in cinque elette ieri

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Che a Venafro  la legge è un plus è cosa ormai risaputa da anni, chi la dovrebbe far rispettare spesso è preso dalle public relation e non può dedicarsi al normale controllo delle attività e del loro rispetto delle regole e così accadono cose che hanno dell’incredibile, i pesi e misure usati dai controllori sono molto sbilanciati, ad alcuni commercianti viene contestata anche una lampadina in più,ad altri invece tutto gli è dovuto, occupazione del suolo pubblico ,chiasso fino a tarda notte  etc etc

Le segnalazioni ricevute  sono tante , da quelle dei disabili che sono impossibilitati a percorrere i marciapiedi del corso principale ai pedoni che sono costretti a zigzagare tra i tavoli posizionati senza alcun permesso sui marciapiedi, questo accade su entrambe i lati della strada e pare che il fenomeno non si fermi solo al corso principale ma a tutta la città, dove ognuno occupa il suolo pubblico a sua discrezione senza alcun rispetto delle norme comunali ma soprattutto senza il minimo senso civico.

E’ una semplice segnalazione ricevuta che inoltro ai controllori,sperando che inizino  a fare il loro dovere

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Che tristezza!!! Pur di colpire l’amministrazione comunale si inventano di sana pianta notizie false. L’ultima, davvero gravissima, diffusa dal solito sito internet, parla addirittura di una denuncia presentata alla stazione carabinieri di Venafro da una donna sposata contro un esponente della maggioranza consiliare per il reato di stalking.

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VENAFRO / SANT’ANTIMO – Il cemento alla famiglia Cesaro, almeno per la realizzazione dei Pip di Lusciano, sarebbe stat0 fornito da un’azeinda di Venafro, riconducibile al gruppo
dell’europarlamentare Aldo Patriciello. Un accordo imposto da Luigi Cesaro. In un incontro all’esterno di Montecitorio tra Aniello Cesaro e Gaetano Patriciello fu definito l’ingresso della Precal di Venafro.

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Gentile Amministratore di questo sito, la prego di voler pubblicare questa mia contestazione contro gli abusi perpetrati ai danni dei dipendenti del famoso nosocomio ubicato in via garibaldi numero 1, il carsic nonostante abbia avuto tutti gli adeguamenti della retta richiesti e nonostante i numerosi avvisi dei sindacati continua a fare orecchie da mercante e a non pagare le dovute spettanze.

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Nella notte è avvenuto  un roccambolesco incidente per fortuna senza feriti , due le auto coinvolte , una lancia ypsilon bianca guidata da una ragazza con un  passeggero , l’altra invece, una punto guidata da un altro ragazzo sempre di Venafro.

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CAMPOBASSO. Finalmente ci siamo. Ancora qualche ora e i cittadini molisani saranno onorati di ricevere la visita di papa Francesco.

Si contano sulle punta delle dita di una mano le manifestazioni che hanno visto il Molise protagonista a livello mondiale. Una piccola terra dimenticata da tutti, politici e non. Quasi non facesse parte dell’Italia. Bergoglio, dopo appena un anno e tre mesi dalla sua elezione a Santo Padre, ha invece confermato di guardare verso le terre più bisognose organizzando il suo viaggio in questo lembo di terra.

Arriverà in elicottero. Peccato. In auto avrebbe potuto rendersi conto di come questa regione sia isolata dal resto d’Italia per via di una mobilità stradale arretrata. Anche se allo stesso tempo avrebbe potuto godere delle bellezze molisane guardando fuori dal finestrino.

E nel guardare le pale eoliche sparse ovunque avrebbe magari potuto chiedersi: cosa succede in questa regione? Già, perché il Molise è un terra maltrattata e bisfrattata proprio da gran parte di coloro che domani siederanno in prima fila e gli stringeranno la mano. Quasi nessuno di loro applica le sue parole: “la politica è carità”.

Perché se così fosse, qualcuno dovrebbe spiegare come mai in Molise nell’ultimo anno si sono persi 7.700 posti di lavoro. Dati allarmanti che si sono aggiunti al già alto tasso di disoccupazione. Tutti i governanti saranno seduti lì, in prima fila, a fare gli onori di casa. Ma nessuno di loro racconterà che in questo anno di governo, per giunta di centrosinistra, hanno mandato a casa i lavoratori delle società partecipate, i precari della Regione e degli enti regionali.

Il papa non saprà delle vertenze dello Zuccherificio a Termoli, la Gam a Bojano, l’Ittierre a Isernia. E poi ancora la Fiat a Termoli, le Esattorie, la Molise Dati, i precari della Protezione Civile, la chiusura della Biblioteca Albino di Campobasso.

Per non parlare della sanità. Chissà se qualcuno racconterà al papa cosa vuol dire sentirsi male in Molise, correre al pronto soccorso e restare lì per ore, quando va bene.

Chissà se quando i rappresentanti del governo regionale riferiranno di come, con la scusante della spending review, hanno tolto lavoro e dignità ad un popolo che continua a non arrendersi e soffre in silenzio.

Nessun politico regionale gli racconterà dell’aumento di tasse per cittadini e imprese che questo governo ha deciso mentre, nel frattempo, si trovavano escamotage per aumentare le proprie indennità. “Tante persone vanno alla mensa e di nascosto, piene di vergogna, portano a casa del cibo.

La loro dignità è progressivamente depauperata, vivono in uno stato di prostrazione” ha già affermato Bergoglio. Bene, in Molise non ci sono neppure mense per i poveri. “Marx non ha inventato niente, la Chiesa da sempre pensa ai deboli” sono parole che hanno fatto scalpore.

Qualcuno gli dirà che i suoi stessi colleghi molisani, parroci e vescovi, collaborano a piene mani con il favoreggiamento del lavoro nero, pagato a quattro soldi e senza neppure uno stralcio di contratto? O forse qualcuno, nel segreto della confessione, potrebbe raccontare di come magicamente spariscono soldi pubblici, o di quanto lavoro ci vuole per utilizzare soldi del popolo da investire fintamente nelle proprie aziende decidendo i finanziamenti nel ruolo di governo.

Oppure si potrebbe raccontare di come nel Basso Molise la Curia ha provveduto ad acquistare i terreni su cui impiantare la mega stalla delle Gran Manze che avrebbe prodotto un danno immane alla popolazione e alle terre regionali che vivono di agricoltura

E in tutto questo la Chiesa molisana tace pronta però a gestire un evento con assoluto autoritarismo. Bregantini, uomo vicino ai poteri più forti che qui in Molise non se ne vedono, manderà a parlare con il santo padre un ragazzo in nome degli agricoltori che non è agricoltore ma sicuramente ha una posizione politica da lui condivisa (Pd).

Così come la scelta del monsignore di far intervenire una dipendente Fiat è ricaduta ad una dei pochi che prendono lo stipendio.

Bergoglio parlando della politica dice: “Io sono responsabile del loro governo e devo fare il meglio perché loro governino bene e devo fare il meglio partecipando nella politica come io posso.

La politica – dice la Dottrina Sociale della Chiesa – è una delle forme più alte della carità, perché è servire il bene comune. Io non posso lavarmi le mani, eh? Tutti dobbiamo dare qualcosa!”.

Tra qualche ora inizierà la messa in scena di quanti hanno il diritto/dovere di decidere il destino di questo lembo di terra e invece di indirizzare fatti e atti verso un cammino meno ripido per il popolo, si appellano al Santo Padre per chiedere coraggio.

Dimenticando di scrivere delle proprie azioni volte solo alla tutela di un interesse personale che con il bene comune ha poco a che fare, se non per interferenza verso la vocazione di una terra. Ancorati e inchinati ad un dio che si chiama denaro.

Il Molise della farsa accoglierà papa Francesco. Ma grazie a Dio sarà numericamente maggiore il numero dei molisani onesti che si riverserà per strada pronti a raccogliere uno sguardo o una carezza.

Così come altrettanto numerosi saranno i malati che lo guarderanno dagli schermi televisivi delle loro abitazioni felici di ascoltare una parola di conforto da quell’uomo vestito di bianco che ha ricordato a tutti dell’esistenza di questa terra chiamata Molise.

Giovanna Ruggiero

fonte : lagazzettadelmolise

e dal portale diciamo anche che il Papa poteva passare per venafro , per respirare l’aria che questi porci stanno inquinando con l’aiuto dei polintucoli da quattro soldi locali.

 

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Stroncato da un tumore, l’artista astigiano aveva 63 anni. Dal “Drive in” televisivo ai tanti Festival di Sanremo (dove sfiorò la vittoria con “Signor tenente”), dai thriller diventati best seller al cinema, una carriera all’insegna dei continui cambiamenti

Ha combattuto la sua battaglia contro il tumore con coraggio e dignità, finché il suo grande cuore di uomo, di artista originale e scrittore prolifico ha ceduto. È morto Giorgio Faletti, 63 anni. Da pochi mesi aveva scoperto di essere malato, e da qualche settimana era rientrato da Los Angeles, dove aveva trascorso un periodo di cure in un centro specializzato contro i tumori. Poi il nuovo ricovero a Torino, all’ospedale Molinette. Sul suo profilo Facebook, proprio ieri aveva scritto: “A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità. La certezza può essere dolore. L’incertezza è pura agonia”.

Faletti era nato ad Asti il 25 novembre del 1950. Con lui scompare una figura unica, irripetibile, amabilmente eccentrica di versatilità artistica. Perché Faletti è stato cabarettista, attore, cantante, scrittore, compositore di musiche, paroliere, sceneggiatore, persino pittore. La favola della sua popolarità nasce però dall’ironia grottesca: quella delle gag surreali scolpite nella memoria televisiva del Drive In, nel bel mezzo degli anni Ottanta, quando interpreta Vito Catozzo e altre maschere paradossali dell’Italietta.

LA FOTOSTORIA
Una laurea, un palcoscenico. Uomo di spettacolo, di cultura e di buona sensibilità – Faletti era laureato in Legge – esordisce come cabarettista nel locale cult della comicità senza rete, faccia a faccia con il pubblico: il Derby di Milano. Sono gli anni Settanta, quelli formidabili per il cabaret e in particolare per quel palcoscenico milanese, dove in quelle stagioni si avvicendano giovani anticonformisti dell’intrattenimento come Diego Abatantuono, Teo Teocoli, Massimo Boldi, Paolo Rossi, Francesco Salvi. In televisione si fa notare come spalla di lusso di Raffaella Carrà ai tempi di Pronto Raffaella. Ma è il 1985 l’anno topico, il prologo della sua popolarità (che non verrà mai meno, malgrado le mille trasformazioni artistiche) quando Faletti interpreta uno dei personaggi centrali delDrive In di Antonio Ricci, fucina di talenti e spettacolo innovativo, decisamente fuori dagli schemi dell’epoca.

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Dal portale:
è riuscito bene al sindaco di venafro che già 4 anni fa denunciava alla corte dei conti le nefandezze messe in campo dall’amministrazione cotugno nella fase di predisposizione del bilancio del comune di venafro,oggi a distanza di 4 anni… diventato sindaco… sorbo adotta con il figlio prodico lo stesso modo di predisposizione del bilancio di cotugno…. attirando addosso a se l’ira funesta della corte dei conti…… la stessa corte dei conti che lui stesso aveva aizzato gridando allo scandalo circa il debito neptun, come il figlio…..

Il comunicato del 13 luglio 2010

Dopo un paio di decenni di amministrazione sarebbe lecito aspettarsi dal primo cittadino di Venafro Nicandro Cotugno che abbia assimilato almeno le nozioni di base del funzionamento dei bilanci comunali. Invece le ulteriori fuorvianti dichiarazioni rese in un comunicato stampa all’indomani dell’ultima seduta consiliare, nella quale la maggioranza ha approvato il conto consuntivo 2009 e il bilancio di previsione 2010, dimostrano o che davvero non conosce nulla di questi argomenti oppure che artatamente fa finta di non conoscerli per continuare a fare propaganda mistificando i fatti. Ancora non riusciamo a capire, come si dice a Venafro, “se ci è o ci fa”.

Il sindaco infatti continua a parlare di “nuova era per il nostro Comune sul piano finanziario”, di un “risultato straordinario”, di un “bilancio sano, tra i più virtuosi delle Regione”, e di aver fatto finalmente “pulizia nel bilancio”. In effetti, per quanto riguarda la pulizia del bilancio, qualcosa di importante è stata realmente fatta, e cioè l’eliminazione di circa 3.000.000 di euro di crediti inesigibili verso la Neptun s.r.l., cosa che noi chiediamo da almeno tre anni e che l’Amministrazione è stata costretta a fare solamente dopo che Città Nuova ha presentato un esposto alla Corte dei Conti la quale, con due pronunciamenti, ha espressamente obbligato il Comune a procedere in tal senso.

Il problema è stato che, presi da quest’ansia di fare pulizia ma soprattutto per far apparire che hanno fatto “quadrare i conti”, i nostri amministratori hanno fatto sparire, con un “trucco” degno del miglior illusionista e in maniera del tutto illegittima, anche un debito, e non un debituccio qualunque, ma un debito di 4.000.000 di euro nei confronti di Molise Acque per forniture di acqua non pagate dal Comune. Anche i più sprovveduti sanno bene che se si ha un debito, o lo si deve pagare in un anno o lo si deve pagare in venti anni, sempre un debito è, anzi è un debito maggiore perché si aggiungono gli interessi (che nel caso della rateazione di Molise Acque raggiungeranno la non trascurabile cifra di circa 500.000 euro, tutto a carico dei cittadini di Venafro).

Quindi questo debito non poteva essere eliminato dal conto consuntivo, ma i responsabili della redazione del bilancio, tutti ringraziati ed incensati dal Sindaco per il lavoro effettuato, lo hanno incredibilmente fatto, facendo venir fuori, per l’anno 2009 un avanzo di amministrazione di circa 7.000 euro, piuttosto che il dato reale, e cioè un disavanzo di circa 4.000.000 di euro. Altro che “risultato straordinario” e “bilancio sano”, siamo di fronte ad un risultato disastroso e ad un conto consuntivo 2009 fasullo.

E per quel che concerne la “nuova era”, questa potrà realmente iniziare solo quando gli attuali amministratori, molti dei quali sono corresponsabili delle nefandezze che hanno portato il Comune di Venafro sull’orlo (e anche oltre) del dissesto finanziario, saranno finalmente rimossi dal loro incarico. A tale scopo, non appena disponibile la delibera di approvazione del conto consuntivo 2009, provvederemo ad inoltrare dettagliato esposto alla Corte dei Conti, sperando che la magistratura contabile, una volta per tutte, faccia chiarezza ponendo fine all’epoca dei “trucchi” e degli “effetti speciali” e facendo una operazione di vera pulizia e soprattutto di verità sui conti del Comune di Venafro. I consiglieri comunali di “Città Nuova 13/07/2010

 

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Angela Crolla è il nuovo presidente della Commissione regionale per le pari opportunità. La nomina è avvenuta nel primo pomeriggio di oggi (lunedì 30 giugno), a Campobasso. Angela Crolla, imprenditrice da tempo impegnata in politica, ha preso il posto di Rita Colaci.

Per il perseguimento delle finalità previste dagli articoli 3 e 4 della Costituzione, la Commissione Regionale per la Parità e le Pari Opportunità venne istituita, con decreto del Presidente della Giunta Regionale, nei termini previsti dalla legge 22 aprile 1993, n. 11. La C.P.O. E’ composta da 14 donne elette dal Consiglio Regionale che hanno riconosciute competenze ed esperienze nell’ambito scientifico, culturale, professionale, economico, politico e sindacale.

E’ compito della Commissione di promuovere l’uguaglianza tra i sessi rimuovendo tutti gli ostacoli che ne costituiscono fattori di discriminazione diretta e indiretta per le donne, e ne impediscono il pieno sviluppo come persona umana. Inoltre, formula proposte tese al coordinamento delle politiche sociali, economiche e culturali per la realizzazione della parità tra i sessi. Promuove iniziative di diffusione e informazione relative all’applicazione della legislazione vigente; formula osservazioni  e proposte su progetti di legge, atti amministrativi e programmi regionali relativi alle politiche della parità e delle pari opportunità e di adeguamento della legislazione regionale ai principi costituzionali di uguaglianza.

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E’ diventato l’evento più atteso della stagione estiva, Anima Paesana alla sua terza edizione  è diventato un tormentone  e tutti …dai bambini ai diversamente giovani, aspettano quel giorno per sentirsi un pò Contadini.
I social impazzano di foto distribuite sul web in stile contadino, addirittura qualcuno sta organizzando corsi di pizzica per non farsi trovare impreparato il 12 luglio e ho detto tutto.

Sarà una bellissima giornata all’insegna della buona cucina e buona musica.

il 12 luglio …… Mettiamoci l’Anima.

le foto
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.310309479135909.1073741843.220938301406361&type=3

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“La ripresa c’è ma non si vede… dal vangelo secondo Draghi!
1 – TASI; (fatto dal governo Renzi)
2 – Aumento tassa su rendite finanziarie dal 20>al 26%=risparmi; (fatto)
3 – Proroga rimborsi Irpef in busta paga>4000 euro=mettere in difficoltà lavoratori e pensionati, per spese sostenute per mutui-ristrutturazioni-assegni ex coniuge,ecc; (fatto)
4 – Revisone degli estimi catastali fino al 100%; (in corso)
5 – Tassa di successione; (in discussione)
6 – Patrimoniale; (in discussione)
7 – Aumento tasse passaporto; (fatto)
8 – Aumento tassa fondi pensione; (fatto)
9 – Facoltà di aumentare la tassa di possesso autoveicoli fino al 12%; (fatto)
1200 il numero medio dei fallimenti mensili registrato nei primi 5 mesi dell’anno… olé!
Debito pubblico primi 4 mesi dell’anno: +78 mld. Olè!
Il tutto si racchiude in una parolina magica: bancarotta! Questi dovevano essere i “salvatori”. Figuriamoci se ci volevano male!”

fonte:http://www.beppegrillo.it/2014/06/il_governo_del_2.html

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Qualche anno fa segnalai alcune mancanze nella gestione della villa comunale di venafro, il sindaco e  l’assessore Valvona non si sono degnati nemmeno di una risposta .
Ho fatto altre segnalazioni segnalando che i giochi ( vedi articolo con tanto di foto ) non erano conformi e che l’azienda non aveva provveduto alla loro sostituzione come era previsto dal contratto ma niente , niente da fare.

La VILLA E’ IN COMPLETO ABBANDONO ED E’ PIENA DI ZOCCOLE, RATTI  GROSSI COME GATTI , CAPITO ORA ?  QUALCUNO LO VA A CONTROLLARE SI O NO?

le foto originali  scattate da un cellulare le potete scaricare qui >>>>>>>

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Oggi ci ha lasciato un padre, una persona che  con la sua onestà e la sua  umiltà è stato da esempio per tutta la comunità Venafrana, un Maestro di vita.   Ciao Rocco, Riposa in pace Gli amministratori  del portale  inviano le più sentite condoglianze ai figli Giovanni ed Edmondo e le rispettive famiglie per la perdita del loro amato padre.
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La crisi c’è e si sente , nonostante le tante avversità economiche e metereologiche la festa è riuscita al 100%, ottima la scelta del cantante che ha soddisfatto giovani e meno giovani, una piazza gremita di gente che forse non si vedeva da tempo, processione quasi ordinata e una ammessa che ha donato 6000 euro per il portaspalla delle statue.

Complimenti al comitato festa che come sempre, con professionalità e sacrificio è riuscito anche quest’anno ad onorare i nostri Santi Martiri.

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Il torneo, inserito nel cartellone dell’Estate Venafrana messo a punto dall’Amministrazione Comunale. Anche quest’anno si ripropone la formula della doppia competizione: il torneo Open misto, aperto a tesserati ed amatori, ed il torneo Junior per i nati dal 2003 al 2006.

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dal portale: forse l’assessore avrebbe dovuto leggere l’articolo uscito stamane su primo piano molise , forse tiene tanto a cuore la vicenda dell’ospedale che non si è accorto che stamattina hanno iniziato a smantellare anche ortopedia. Gli sarà sfuggito?

Ma lasciamoglielo passare questo errore, dopotutto ha lavorato tanto per portare il pesante lumino durante la fiaccolata.

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Finalmente dopo svariato tempo, la strada segnalata nel precedente articolo è stata ripristinata.

Caso?Magia? Premonizione?

Fatto sta che come è possibile vedere in foto, le buche che tanto amavano automobilisti e pedoni, sono state “rattoppate”.

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Il documento è datato 22 maggio, quindi tre giorni prima delle elezioni. E, probabilmente, non è un caso che sia stato secretato fino a quel
momento e che abbia visto la luce “fuori tempo massimo”, quando i giochi elettorali erano ormai chiusi e l’effetto “80 euro” era andato a
buon fine, come ha dimostrato poi la schiacciante vittoria del Partito Democratico del pifferaio Renzi.

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Ieri sera mi sono ritrovata nuovamente davanti all’Ospedale dove Gianni Vaccone continua la sua occupazione ed il suo sciopero della fame. Io, lui, altri amici ed il mio Sindaco Antonio Sorbo. Si, come spesso ripeto anche il mio Sindaco; il Sindaco dei consiglieri comunali di opposizione e delle oltre 3.000 persone che non lo hanno votato.
Ebbene, sembrava stessimo vegliando un morto!
l’Ospedale che non c’è più!

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È iniziato ieri lo sciopero della fame e della sete che vede protagonista Gianni Vaccone, presidente del Comitato S.S. Rosario di Venafro.
Le motivazioni sono ormai note e rintracciabili nei vari articoli che si susseguono sulla carta stampata e sulla rete.

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Nella giornata di ieri si è tenuta ad Isernia la conferenza stampa guidata dal Procuratore Paolo Albano riguardante l’operazione denominata “Cover Wast”. Albano ha precisato che l’indagine ha avuto inizio seguito le dichiarazioni depositate dell’ormai noto Schiavone. L’imbarazzo iniziale durante la conferenza stampa era palese, difficile, infatti, motivare e giustificare un dannoso immobilismo durato dodici anni.

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Sembrava destinato a lasciare un brutto ricordo a causa del maltempo,  invece appena dopo la pioggia  una marea di gente si è riversata nel Verlascio per degustare e ammirare le eccellenze Venafrane e non solo.

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Un utente del sito ci ha segnalato questo disservizio del Comune di Venafro. Rifiuti abbandonati per strada in via Giulio Cesare , arruginiti , lasciati a marcire  da tempo, lasciamo a voi i commenti ,ma come si evince dalle foto si tratta  di merce industriale e non per uso domentisco.
Potevano metterci questa bella foto nel video dell’expo 2015 magari non avrebbero disatteso le aspettative.

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E’ passato un anno da quando è stato eletto il nuovo sindaco della città di Venafro, doveva essere il Sindaco di tutti, quello che avrebbe rimesso a posto il Comune.
Forse così non è stato perchè il proverbio dice ” tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare ” ed è vero, il nostro amato Sindaco per 15 anni di opposizione ci ha fatto sognare, ci ha fatto sperare in un cambiamento che sarebbe avvenuto solo grazie a lui.

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Aldo Patriciello, candidato con Forza Italia nella circoscrizione dell’Italia Meridionale, ha ricevuto solo in Molise 8.100 preferenza a Campobasso e 8.377 preferenze in provincia di Isernia, per un totale di 16.477 preferenze dei molisani. Aldo Patriciello risulta il secondo eletto nella lista  Forza Italia con 109.761 preferenze ricevute in tutta la circoscrizione Circ. IV Italia Meridionale.

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Il Memorial di Maria Nucci nel 2014 è giunto al suo terzo anno consecutivo e si svolgerà il 24 Maggio dalle ore 15:00 presso lo stadio “Marchese Del Prete” di Venafro. !
La cara Maria Nucci, scomparsa prematuramente in età adolescenziale a causa di una forma di leucemia, è rimasta nei cuori di tutti i cittadini di Venafro.! !>

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Erano in tanti a piangere sul feretro del povero ospedale, i suoi resti sono stati portati in  spalla dai politici locali che in un lago di lacrime hanno percorso tutto il tragitto sulle ginocchia indossando  il cilicio. Tra le file vi era anche l’Assessore Scarabeo che ricordiamo è stato l’unico a firmare a favore del Piano Sanitario Regionale che ha definitivamente ucciso il nostro ospedale.
Le presenze non erano poi tante, da lontano sembrava una manifestazione di Carabinieri ,ma i Carabinieri non possono manifestare, poverini erano sotto il sole con le loro divise nere invernali e accompagnavano quella folla che urlava alla resurrezione di non si sa cosa.
Meglio star zitti.

Vi lascio alle foto, buona visione

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Martedì pomeriggio al Comune di Venafro si parlerà di “Expo 2015”. L’occasione sarà utile per discutere di “turismo come motore di crescita economica”.
L’incontro è stato promosso dall’associazione Euridit e dalla Provincia di Isernia e si svolgerà a Venafro poiché la città rientra nel progetto interregionale per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale ed ambientale per l’area “Oasi Le Mortine-Cipresseta”.

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Continua l’attacco mediatico ai danni del sottoscritto, una cosa che non fotte a nessuno ma che  il nostro consigliere regionale con tanto di carta intestata ha fatto pubblicare su varie testate giornalistiche, ha omesso tante cose sulle news :D vero? Non dice che c’e’ il ricorso in appello vero? fa sembrare che la condanna sia definitiva , vero ( e mo magn)

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VENAFRO. ( Scritto anche su Primo Piano). Sciopero della fame, invito a non andare a votare, sit in volanti, occupazioni di Palazzi, restituzione delle tessere elettorali. Il Comitato SS. Rosario questa volta ha deciso di fare di tutto e di più. Soprattutto ora che la notizia della cancellazione dell’ospedale di Venafro è venuta dalla bocca del governatore Paolo Di Laura Frattura, a margine di un convegno a Campobasso sullo studio di contenimento del “ rischio clinico” per gli ospedali molisani.

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Aggiornato 18:00 1 5 14
Continua lo stalking mediatico ai danni del gestore di questo blog  , è dal 26 di aprile che l’assessore Scarabeo coadiuvato dal giornalista Pietro Tonti, continua la sua campagna denigratoria ai danni del gestore del portale venafrano.org,  divulgando una notizia falsa e atta solo alla diffamazione del sottoscritto. Si vede che l’assessore non ha niente da fare e si dedica alla persecuzione delle persone che non gli sono riverenti. Eleggiamolo papa così ogni domenica dalla sede della sua azienda (si, quella coinvolta nello scandalo di campitello matese ) lancia la benedizione per diffondere il credo.

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Il sottoscritto nella giornata di ieri 26 aprile 2014 si è permesso di commentare la news dell’ospedale dicendo semplicemente che l’unico a firmare il piano sanitario  che ha ridotto l’ospedale un colabrodo facendo chiudere tutti i reparti ,è stato scarabeo.

Stranamente appena dopo questo commento il portale e molti blog di facebook sono stati inondati da una news che dice che il sottoscritto è stato condannato al giudice di pace, ma dico io, se la legge esiste ed è uguale per tutti io voglio anche prendermi la condanna , ma me la voglio prendere al 3° grado di giudizio  :D, e non è un problema, viste le bocche dalla quale esce questa immensa menzogna, io e il mio avvocato ce la ridiamo alla grande, sono condanne di giudici di pace, c’è ancora il secondo grado, poi il terzo , devi ragliare ancora tanto caro assessore.

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Quando questa regione scomparirà, così come agognano importanti (sic!) pezzi delle istituzioni territoriali (eletti e non!), allora, forse, la popolazione capirà, metterà a fuoco, cercherà di reagire (ma su questo nutro forti dubbi!) ma sarà troppo tardi! Ormai non ricordo più quanto tempo è passato dal mio grido di allarme e di dolore, dalle vigilie che prefiguravano tristi avvenimenti specialmente per la provincia di Isernia.

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